Economia

Perdita 2013 di 4,5 miliardi Via da Alitalia Telco e Rcs

Intesa Sanpaolo volta pagina, archivia il 2013 con una perdita netta di 4,55 miliardi di euro, su cui incidono oltre 7 miliardi di accantonamenti sui crediti e 5,8 miliardi di svalutazioni, e si...

Intesa Sanpaolo volta pagina, archivia il 2013 con una perdita netta di 4,55 miliardi di euro, su cui incidono oltre 7 miliardi di accantonamenti sui crediti e 5,8 miliardi di svalutazioni, e si prepara al futuro. Crediti a famiglie e imprese, con la promessa di un contributo all'economia di 200 miliardi di euro di qui al 2017, saranno al centro della «banca dell'economia reale» guidata da settembre da Carlo Messina. Il banchiere guarda anche agli azionisti, cui conferma una cedola di 5 centesimi di euro per il 2013 e garantisce un monte dividendi complessivo di circa 10 miliardi di euro nei quattro anni di piano. Spariranno invece, entro il 2017, tutte le partecipazioni, da Alitalia a Rcs a Telco. Nel giro di «due anni», ha sottolineato Messina, saranno ricollocati quei 4.500 dipendenti che, con il nuovo piano, risultano in eccesso: circa tremila saranno destinati alla nuova Banca 5 all'interno della Banca dei territori, altri seicento andranno a occuparsi di attività commerciali e gli altri saranno suddivisi tra la «Capital light bank» e l'incremento della gestione del credito. Nelle caselle di posta elettronica dei 90 mila dipendenti della banca Messina ha fatto trovare una lettera nella quale sottolinea che la banca è «pronta a ripartire per creare un futuro migliore». In termini numerici, Intesa Sanpaolo conta di raggiungere nel 2017 un utile netto di 4,5 miliardi di euro, con un tasso di crescita medio annuo del 38,3%; il rote salirà all'11,8% e il roe al 10%. A fine piano il common equity ratio secondo Basilea 3 si attesterà al 12,2% e ci saranno così circa 8 miliardi di euro di capitale in eccesso, utilizzabili dal 2016-2017 per «ulteriori distribuzioni» anche agli azionisti.

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