Economia

Imprenditori poveri, impiegati ricchi

Le dichiarazioni dei redditi 2012 segnalano l’anomalia del Paese Chi fa impresa guadagna in media 17.470 euro. I salariati 20.280

Secondo il ministero di Via XX settembre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori risulta pari a 17.470 euro mentre quello dei lavoratori dipendenti è in media di 20.280 euro. Il Mef ha spiegato in parte la stranezza ricordando che nelle dichiarazioni Irpef, per «imprenditori» si intendono i titolari di ditte individuali, e non chi esercita attività economica in forma societaria, e precisa che la definizione non può essere sinonimo di «datori di lavoro» in quanto sono compresi coloro che non hanno personale alle loro dipendenze. Anche per questo la Cgia di Mestre, organizzazione che segue con attenzione le partite Iva, ha spiegato che ci sarebbe «un’interpretazione distorta e tendenziosa dei dati, finalizzata a dimostrare che gli imprenditori guadagnerebbero meno dei lavoratori dipendenti». I sindacati dei lavoratori hanno invece usato i dati al contrario nel senso della dimostrazione del sommerso che scorre ancora nell’economia del Paese e hanno ribadito al premier Renzi la richiesta di una lotta effettiva all’evasione fiscale. In generale, in base alle dichiarazioni Irpef 2012, i «più ricchi» risultano i lavoratori autonomi con un reddito medio pari a 36.070 euro e i «più poveri» sono i pensionati (15.780 euro). Ma la crisi si è fatta sentire un po’ per tutti. In quattro anni il reddito medio dei dipendenti è calato del 4,6%, quello degli autonomi si è abbassato del 14,3% e quello degli imprenditori dell’11%. È aumentato invece del 4,6% il reddito medio da pensione. Il confronto più significativo è quello con i dati pre crisi. In termini di numero soggetti, rispetto all’anno prima della crisi, ci sono ora circa 350 mila lavoratori dipendenti in meno, 190 mila pensionati in meno, 32 mila imprenditori in meno e 138 mila soggetti in meno che dichiarano reddito da partecipazione. Al contrario si assiste ad un aumento dei lavoratori autonomi (+128 mila). A livello nazionale la ricchezza totale dichiarata è stata pari a 800 miliardi di euro na cifra grosso modo omologa alla spesa complessiva per la pubblica amministrazione. Il reddito medio è pari a 19.750 euro (+0,5% rispetto all’anno precedente). Quanto alla concentrazione della ricchezza la metà dei contribuenti non supera i 15.654 euro mentre il 5% dei soggetti più ricchi detiene il 22,7% del reddito complessivo. I fortunati italiani o meglio i Paperoni italiani sono solo 29 mila. Tanti sono infatti quelli che dichiarano un reddito complessivo maggiore di 300.000 euro mentre il 90% dei soggetti dichiara fino a 35.819 euro. Tra le regioni in testa c’è la Lombardia (23.320 euro), seguita dal Lazio (22.100 euro), mentre la Calabria ha il reddito medio più basso con 14.170 euro. Se si guarda poi al peso dell’Irpef, più di 10 milioni di soggetti hanno un’imposta netta pari a zero: si tratta per lo più di contribuenti che rientrano nelle soglie di esenzione grazie al meccanismo delle detrazioni che annullano l’imposta da pagare. L'imposta netta Irpef in media vale 4.880 euro ed è dichiarata da circa 31,2 milioni di soggetti (il 75% del totale dei contribuenti) mentre l’imposta netta totale dichiarata è pari a 152,3 miliardi di euro ed è sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. I contribuenti con redditi fino a 35.000 euro (86% del totale contribuenti con imposta netta) dichiarano il 48% dell'imposta netta totale, mentre il restante 52% dell’imposta netta totale è dichiarata dai contribuenti con redditi superiori a 35.000 euro (14% del totale dei contribuenti). Dalle dichiarazioni 2012 emerge inoltre che sono oltre 113.000 i contribuenti che hanno dichiarato immobili situati all’estero per un valore di circa 23 miliardi di euro, mentre i soggetti che risultano aver dichiarato attività finanziarie detenute all’estero sono circa 130.000 per un ammontare di 28 miliardi di euro.

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