«Lavoro», quindi «famiglia» e «temi etici». E le «riforme istituzionali» necessarie per «restituire punti di riferimento alla società di mezzo». È tutto pronto per il 12° congresso del Movimento Cristiano dei Lavoratori, che si svolgerà da oggi a domenica presso l’Ergife Palace Hotel di Roma. Il presidente nazionale, Carlo Costalli, traccia la linea del movimento sul momento politico e sulle riforme che dovrebbero essere messe in campo dal Governo. Renzi, al suo arrivo a Palazzo Chigi, come primo atto ha fornito uno scadenzario per le riforme. A partire da quella sul lavoro. La direzione è giusta? «Finalmente un processo riformatore del mercato del lavoro si è rimesso nuovamente in moto, ad iniziare dal tanto atteso Jobs act: è giunto il tempo di scelte decisive e coraggiose sulle riforme del lavoro. Siamo favorevoli alla semplificazione delle assunzioni a tempo determinato ed anche alla semplificazione dell’apprendistato. Molto positivo inoltre il taglio delle tasse sul lavoro dipendente. Sono però ancora poche le misure veramente operative». Dunque la composizione dell’attuale Governo vi lascia ben sperare? «Aspettiamo. Bisogna essere in grado di fornire risposte all’altezza delle attese suscitate. Risposte che non saranno semplici, passando dalle parole ai fatti. Con il Congresso daremo un’apertura di credito, condizionata alla capacità di affrontare la questione lavoro, i problemi della famiglia e di avere una visione non faziosa sui temi etici, sui quali non accetteremo forzature». Lavoro e famiglia, dunque, al centro delle politiche economiche di un buon governo? «La scelta di incentrare il XII Congresso nazionale del Mcl sul tema "Il lavoro primo fattore di ripresa" nasce dalla constatazione che tale affermazione, che pure è stata il cuore della grande crescita economica e sociale del XX Secolo, oggi non è affatto scontata: il lavoro, infatti, non è più al centro delle politiche economiche". Quali le riforme istituzionali più urgenti, invece? «Penso ai rapporti governo-parlamento, al rafforzamento del ruolo dell’esecutivo, al completamento di un corretto federalismo, all’ordinamento giudiziario, comprese le funzioni del Consiglio superiore della magistratura, a un riequilibrio dei poteri dello Stato. Il tema delle riforme istituzionali si lega a quello di una nuova legge elettorale che garantisca governabilità e partecipazione dei cittadini, rimettendo al centro sovranità popolare e rappresentanza». Mentre crescono le spinte populistiche, la società civile non sa dove posizionarsi. «Questo perché vengono tenuti fuori dal percorso delle riforme l’impresa sociale, la cooperazione e l’associazionismo. L’idea, tanto cara a Grillo, che la democrazia si realizzi quando "uno vale uno" è solo uno slogan: la Storia la fanno i movimenti di popolo, quel che conta è riunirsi, associarsi, riconoscersi e lavorare insieme». Nella politica moderna, ha ancora senso parlare di valori cristiani? «Certo. La globalizzazione finanziaria è accompagnata nei Paesi occidentali da un progressivo smantellamento dell’economia reale e da una crescente disoccupazione di massa. Questo avviene perché la visione culturale neoliberista nega ogni riferimento alla Dottrina sociale della Chiesa, che indica chiaramente "il lavoro è per l’uomo", rispondendo invece solo ai parametri finanziari del profitto, dell’autonomia assoluta del mercato e della speculazione finanziaria».
Costalli: "Bene il jobs act di Renzi"
Il presidente nazionale, Carlo Costalli, traccia la linea del movimento sulle riforme che dovrebbero essere messe in campo dal Governo
