MIAMI La portualità italiana ha bisogno di un piano industriale». A dirlo è il presidente di Assoporti e numero uno dei Porti di Roma, Pasqualino Monti. Un personaggio vulcanico che dal suo insediamento ha pensato solo a come far decollare definitivamente il suo Network che dopo il primato europeo sulle crociere punta sulla logistica dove Civitavecchia avrà un ruolo strategico grazie alla nascita della Piattaforma Lazio. Un progetto ambizioso ma concreto dal momento che sono stati programmati investimenti per 905 milioni di euro tra pubblico e privato previsti dal Piano Triennale per le Opere. La nuova sfida punta alle merci oltre che al consolidamento del primato dei passeggeri. Civitavecchia oggi vuole essere competitiva anche nella logistica: le nuove navi portacontainer da 12.000 a 18.000 teus che Civitavecchia può ospitare potendo contare su fondali fino ad oltre 20 metri di profondità senza dimenticare gli oltre 5 milioni di metri quadri di aree retroportuali da destinare alla logistica. Per dirla con le parole del presidente Monti, si tratta di realizzare «una piastra intermodale al servizio del mercato di consumo alle nostre spalle. Bisogna essere molti attenti al mercato, creando una piattaforma regionale di porti non in micro concorrenza tra loro perché gestiti in modo complementare da un unico soggetto. Sotto questo aspetto siamo un esempio unico in Italia». Ma adesso c’è la necessità di guardare al futuro grazie all’accordo quadro storico sottoscritto a Palazzo Chigi, che riguarda per Civitavecchia il secondo lotto delle opere strategiche per il definitivo sviluppo del porto, con il finanziamento dell’ulteriore prolungamento dell’antemurale Colombo, dell’apertura a sud del porto di una nuova bocca di accesso e del ponte mobile di collegamento tra la terraferma e l’area crocieristica. Il dato significativo è chi in un paese dove si impiega una vita per realizzare opere, c’è chi addirittura riesce a finirle in anticipo. Come Monti, appunto. Ultimato e consegnato il primo pennello della nuova Darsena Traghetti ultimato sei mesi prima della scadenza dei lavori. Segno di managerialità, di attenzione. Ora Monti guarda avanti e punta forte sul futuro, a cominciare dai nuovi terminal crociere (quattro) connessi nall’allargamento dell’Antemurale con la creazione di una serie di terminal al servizio di sei mega navi in contemporanea che potranno movimentare 36mila passeggeri in contemporanea. All’occhiello rimane quello che è stato definito il miracolo di Sant’Egidio, ovvero della nuova darsena traghetti la cui realizzazione è stata finanziata dal Cipe per 145 milioni e dall’Autorità Portuale per 49,5 milioni di euro.La Darsena «Sant'Egidio» prevede la realizzazione di 9 nuovi attracchi, di cui 6 per cruise-ferry ro-ro, 2 per navi da crociera oltre al prolungamento di 400 metri dell’Antemurale. Impegnate 120 aziende che impiegano oltre 650 addetti. Interventi sono programmati anche a Fiumicino per il quale sono già stati sbloccati gli oltre 160 milioni di euro per la realizzazione del nuovo porto con la realizzazione di banchine per le attività crocieristiche e di cabotaggio, oltre a quelle petrolifere e di pesca, mentre a Gaeta saranno realizzare opere di dragaggio ai fondali e realizzare nuove banchine per traffici RoRo e crociere di medie dimensioni. Come dire, il futuro è adesso.
Pronti 905 milioni per i Porti di Roma
Dopo il primato nelle crociere, il presidente Monti punta sulle merci «Il Network Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta, volano per la Regione»
