Economia

A Pompei la gestione sia privata

di Riccardo Riccardi

Pompei è la cittadina campana che nel 79 d.C., venne coperta dalla lava copiosamente eruttata dal Vesuvio. Ora questo gioiello di valore inestimabile si sta sbriciolando, nonostante le grida di dolore di tante prefiche accorse al capezzale. Pompei, come molti altri siti archeologici, è quasi la fotografia di una Italia ricca di patrimonio che costa e non rende. Le grida manzoniane non servono, né l'addossare la colpa al precedente responsabile titolare del dicastero competente. Intanto quanto costa Pompei allo erario e quindi a noi cittadini? E perché costa e non rende? La domanda apparentemente retorica farà sprezzantemente sorridere i vari soloni, così competenti che con fastidio snobistico, non aristocratico che è altra cosa, non considereranno degna di attenzione la domanda. Retorica e stupida. Continuiamo. Vorremmo conoscere i costi di Pompei, taluni ordinari altri straordinari causa eventi climatici avversi. (Non è poi così perché basta poco per uccidere un corpo malandato). Una volta conosciuti i costi verifichiamo quali sono i ricavi da biglietti venduti e da sponsor. Non avremo la quadratura anche per una mal posta considerazione sociale. All'estero la visita dei musei e di pseudo siti archeologici si paga cara. La ns. gestione - non me ne vogliano i dipendenti dello Stato - è rigorosamente burocratica con tutta una serie di guaglioni allo intorno pronti a depredare il povero turista. Signor Ministro Franceschini, se Lei, come tutto il governo, vuole risollevare una Italia ricca di arte che non rende, non chieda soldi, che non ci sono, per Pompei. Faccia fare uno studio di fattibilità. Esamini i costi e ricavi e valuti dove si dovrà intervenire. Dia Pompei in gestione. Le formule sono tante. Un privato, ovvero una cooperativa di giovani laureati in architettura o belle arti. Costoro dovranno gestire un sito che potrà diventare produttivo magari sotto il controllo di qualche specialista. I turisti, soprattutto esteri, sarebbero ben lieti di pagare qualche euro in più per l'ingresso. Basta eliminare la chiassosa e petulante richiesta di guaglioni "organizzati" che infinocchiano soltanto! È una proposta rivoluzionariamente provocatoria? No. Potrebbe essere un mezzo per dare lavoro a giovani laureati disoccupati, senza attingere alle casse dello Stato. Vuote.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.