Economia

Nuovo modello e supermanager Così il pubblico può ripartire

Non sempre lo Stato o comunque il pubblico nella gestione dell’economia genera perdite e inefficienze. Sono sempre le persone, e la volontà dei controllori, a fare la differenza. Un caso virtuoso è...

Non sempre lo Stato o comunque il pubblico nella gestione dell’economia genera perdite e inefficienze. Sono sempre le persone, e la volontà dei controllori, a fare la differenza. Un caso virtuoso è quello della Finmeccanica, la holding dell’aerospazio controllata dal Tesoro, finita qualche anno fa nel pantano delle inchieste giudiziarie sulla corruzione. È bastato fare chiarezza sugli obiettivi e sulle pratiche gestionali da adottare, cambiare in parte il management. E, soprattutto, mettere al comando persone animate dall’obiettivo di mettere a posto le cose in casa. Così è stato. E i risultati non sono mancati. Sotto la guida del duo Alessandro Pansa e Gianni De Gennaro, il primo amministratore delegato, il secondo presidente, la società che crea intelligenza e prodotti ad alto contenuto industriale si è rimessa sulla giusta strada. Il mercato che l’aveva abbandonata, facendola precipitare ai valori minimi in Borsa, ha riconosciuto lo sforzo. In un anno il valore del titolo Finmeccanica si è rivalutato dell’80% contro una media dell’indice generale del 22%. Una ripartenza che ha toccato non solo il valore a Piazza Affari ma l’approccio strategico del gruppo alle nuove sfide internazionali. In primo luogo con la scelta di uscire definitivamente dal settore dei trasporti e dell’energia concentrandosi solo sul core business: aerospazio e difesa. In secondo luogo con il ripensamento anche della struttura di comando delle varie società nelle quali il gruppo si esplicita. Solo qualche giorno fa il consiglio di amministrazione ha approvato un nuovo modello organizzativo in linea con quello che sta accadendo ai concorrenti che si devono spartire una torta sempre più piccola nei paesi d’origine a causa della diminuzione dei budget pubblici destinati alla difesa. Ci si muove nei mercati meno protetti e l’aumento di competitività è conditio sine qua non per continuare a esistere e progredire. Si tratta di una piccola rivoluzione che porta a una maggiore integrazione tra le decisioni della holding e quelle delle società operative evitando duplicazioni e aumentando l’armonizzazione delle procedure. Obiettivo: sfruttare le economie di scala e far crescere la produttività. Anche il pubblico insomma può rinnovarsi e diventare efficiente. Bastano uomini e volontà per farlo.

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