Economia

La ripresa attesa ancora non c’è

A gennaio i consumi vanno giù. Il rapporto di Confcommercio evidenzia un calo delle spese dell’1,6%

La ripresa latita e i soldi in busta paga non sono ancora così copiosi per rimettere in moto il meccanismo virtuoso dei consumi. A evidenziare la fatica con la quale gli italiani pianificano i loro acquisti è stata ieri la Confcommercio secondo la quale i consumi sono calati dell’1,6% a gennaio rispetto allo stesso mese dell’anno scorso e dello 0,3% rispetto a dicembre. Il dato, sostiene l'associazione dei commercianti, «evidenzia con chiarezza tutte le difficoltà dell’economia italiana, dopo due anni di recessione, ad avviarsi su un sentiero di sviluppo che coinvolga in misura di un certo rilievo la domanda delle famiglie. Confcommercio ha sottolineato che «il ridimensionamento registrato a gennaio, dopo un trimestre di stabilizzazione dei consumi si aggiunge ad altri indicatori dell'economia reale che sottolineano la complessità del quadro congiunturale della nostra economia che, dopo un quarto trimestre in cui si erano registrati timidi segnali di miglioramento, sembra essersi instradata più in una fase di stagnazione che di ripresa». Dallo studio emerge che le famiglie italiane hanno speso l’1,1% in meno per i servizi e l’1,9% in meno per i beni. In crescita solo la spesa per le comunicazioni (+4,6%), mentre il taglio più netto riguarda alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-2,3%), beni e servizi per la casa (-2,2%) e per l'abbigliamento e le calzature (-2,1%). Dunque, aggiunge il report dei commercianti, «i timidi tentativi messi in atto dalle famiglie per tentare di recuperare i livelli di consumo sono vanificati dalle dinamiche del reddito disponibile che, in assenza di miglioramenti dell'occupazione e di politiche fiscali meno restrittive ha trovato nei mesi più recenti come unico sostegno la bassa dinamica inflazionistica. Il dato di conferma le preoccupazione dei sindacati, ha spiegato poi la Cgil, secondo cui senza interventi di carattere fiscale per lavoratori e pensionati il calo dei consumi è destinato a peggiorare e tra il 2014-16 per le famiglie di operai crollerebbe di 616 euro. «A fine 2013 la riduzione cumulata del potere di acquisto, rispetto al 2007 ha raggiunto l'11% - ha aggiunto il sindacato di Corso d'Italia - e per il biennio 2014-15 si prevede un’1ulteriore flessione dell’1%. Solo nel 2016, questa caduta si attenuerebbe, ma non per tutti. L'attenuazione della fase di caduta sarebbe, infatti, determinata da un recupero dei redditi da capitale, mentre i redditi da lavoro e da pensione continuerebbero a ridursi in termini reali».

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