Senza un piano di riforme serio e approvato da Bruxelles, l’Italia rischia una multa pari allo 0,1% del prodotto interno lordo. Una cifra che può variare dunque da 1,6 a 2 miliardi di euro. Questo prevedono le regole europee aggiornate nell’anno della crisi dello spread con il cosiddetto Six Pack ed è la spada di Damocle che tra qualche mese comincerà a pendere sul governo italiano. Senza i provvedimenti in grado di ridare competitività al Paese, Roma rischia la procedura d’infrazione e una multa legata alla ricchezza prodotta dal Paese. Un pericolo assolutamente possibile visto che gli squilibri economici dell’Italia sono al livello di allarme. Ieri come anticipato da Il Tempo , la Commissione europea ha alzato il livello di allerta e di monitoraggio sull’Italia retrocedendola tra i paesi con «squilibri macroeconomici eccessivi». La scure è stata pesante: nonostante i progressi compiuti, la manovra 2014 «appare insufficiente» a ridurre il debito. Solo Croazia e Slovenia sono considerati, insieme al nostro, paesi con squilibri eccessivi, mentre non lo è più la Spagna. Grecia, Portogallo, Cipro e Romania, in quanto paesi sotto programma di aiuti, non sono stati presi in considerazione in questa analisi. La Commissione ha puntato il dito, in particolare, sulla limitata produttività del lavoro dell’Italia che «deve correggere l’alto livello di debito pubblico e la debole competitività». Il commissario Ue all’Economia, Olli Rehn, ha incoraggiato il nuovo governo italiano «a portare avanti urgentemente le riforme per rafforzare la crescita e la creazione di posti di lavoro». Immediata la risposta del Tesoro che ha assicurato che il programma di riforme dell’esecutivo è in linea con le indicazioni emerse dall’analisi della Commissione Ue «ora è giunto il momento di porre al centro dell’azione del governo la crescita economica e l'occupazione». I ministri delle finanze dell’Eurozona discuteranno lunedì nella riunione mensile dell'Eurogruppo dei risultati delle analisi sugli squilibri macroeconomici dei paesi Ue e si soffermeranno sui casi «della Francia e dell’Italia». Alla riunione il neoministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, presenterà le priorità di politica economica del nuovo governo italiano. Il rapporto presentato ieri ha elementi di novità che vanno segnalati. Per la prima volta da quando istituito Bruxelles mette in un documento ufficiale la sua preoccupazione per l’elevato valore dell’euro. Che frena l’export e mangia posti di lavoro. Un avviso alla politica intransigente sul tema della Germania. Altro pericolo è la bassa inflazione che rischia di avviare una spirale distruttiva nelle economie Ue. La Bce è allertata.
Roma rischia una multa Ue da 1,6 miliardi
La Commissione bacchetta l’Italia per la mancanza di riforme Se non si cambia rotta il prezzo da pagare è pari allo 0,1% del Pil
