Era strato tenuto al guinzaglio per qualche mese. Il titolo del Monte dei Paschi di Siena aveva oscillato attorno al valore di 18 centesimi per la prima parte dell’anno. Gli scambi erano molto tecnici. Il comportamento del corso azionario era da manuale. Partiva da un certo prezzo, scendeva o saliva dentro una banda di oscillazione contenuta, poi in chiusura veniva ipercomprato per portare il prezzo in prossimità dei 18 centesimi. Comportamento reiterato che aveva un significato preciso, il passaggio di grossi pacchetti azionari si fa sulla media dei prezzi di chiusura delle contrattazioni. Dunque se qualche grosso pacco di titoli è passato di mano, il prezzo di acquisto è stato appunto quello di 18 centesimi. La fiammata che ha contraddistinto ieri il valore azionario può esser probabilmente interpretato come la conferma che le sistemazioni azionarie tra vecchi e nuovi soci sono avvenute. Così senza più un controllo stretto Mps ieri è praticamente decollata in Borsa chiudendo la seduta con un balzo del 19,24% a 0,22 euro per azione, sui massimi di giornata. Casualmente, ma non troppo, vicino all’offerta fatta alla Fondazione Monte dei Paschi dai fondi sovrani arabi interessati a entrare nel capitale dell’istituto senese. Da record i volumi scambiati: sono passate di mano 1,45 miliardi di azioni, pari a dieci volte la media giornaliera dell’ultimo mese e al 12,4% del capitale sociale dell’istituto. Troppo per essere considerato solo un ritorno di fiamma tra gli investitori o anche una ricopertura degli operatori rimasti senza un congruo numero di azioni MontePaschi in portafoglio. Diverse le motivazioni dello strappo da record. Tra queste indiscrezioni di stampa secondo le quali l’Unione Europea, nel dare il via libera ai Monti Bond per salvare la Banca avrebbe chiesto la disponibilita' a nuovi tagli dei costi. E potrebbe aver influito il fatto che il presidente della fondazione, Antonella Mansi, avrebbe parlato di possibili trattative per cedere una quota a compratori esteri. Una tesi quest’ultima confortata dai numeri che si sono visti ieri a Piazza Affari. Intanto la deputazione generale della Fondazione Mps ha deciso ieri sera un’azione di responsabilità nei confronti dei passati amministratori. Sempre ieri il responsabile dell'area territoriale Centro e Sardegna di BMps, Fausto Mecatti e Cgil, Cisl e Uil hanno siglato un accordo per coprire le esigenze economiche delle famiglie, anticipando l’indennità Cigs o Cig in deroga. La convenzione ha l'obiettivo di assistere i lavoratori residenti in Italia, dipendenti di aziende ubicate nel territorio della Provincia di Roma, collocati in cassa integrazione guadagni straordinaria o in deroga, anticipando l'indennità dovuta dall’Inps ed erogata di solito con 6-8 mesi di ritardo.
Il Montepaschi mette le ali. Vola in Borsa e chiude a +20%
In una giornata è passato di mano il 12% del capitale. Riassetto in vista
