Anche la Fca (ex gruppo Fiat) sembra gradire l’arrivo diMatteo Renzi a palazzo Chigi. Ieri è stato l’ad Sergio Marchionne a fare un autentico endorsement a favore del neo premier. Sul cambio di governo «non voglio dire niente se era necessario o no, siamo sempre stati filo-governativi. Cercheremo di appoggiare qualunque esecutivo, il Paese ha bisogno di credibilità internazionale, faremo di tutto per sostenerlo». In ogni caso le distanze con il governo restano marcate almeno dal punto di vista della normativa per il mercato del lavoro. Marchionne ha tenuto a ribadire che «la riduzione del cuneo fiscale annunciata dal presidente del Consiglio è dovuta da molto tempo anche per incoraggiare il sistema economico», mentre le misure previste dal Jobs Act non riguarderanno la Fiat che ha già raggiunto autonomamente un accordo con i sindacati L’apertura di credito anche se dal sapore ecumenico comunque c’è stata. Al punto quasi da sconfessare tutto quello fatto finora dalla ex Fiat, che ha trasferito sede legale e fiscale fuori dai confini al momento dell’approvaziona della fusione con la Chrysler. «La Fiat non ha mai lasciato l’Italia, ci stiamo muovendo internazionalmente, è il contesto che è cambiato» ha detto l’ad Marchionne che ha anche aggiuno che «la ripresa non è organica. La crisi è ancora in corso, aiuta il fatto che non sta peggiorando». E proprio ieri nonostante Marchionne si attenda di poter riportare al lavoro tutti i dipendendenti dello stabilimento di Melfi entro sei mesi, la Fiat Chrysler ha comunicato ai sindacati e ai vertici dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, nel Napoletano, l’avvio delle procedure per un rinnovo della cassa di integrazione straordinaria per il persistere delle criticità del settore auto. La cassa in atto scade il prossimo 31 marzo e riguarda 1.200 operai. Tornando ai temi internazionali l’ad Marchionne si è augurato la quotazione di Fca alla borsa di New York in tempi brevi. «È il nostro sogno, ma mi dicono che c’è tanto da fare. Se non sarà il primo ottobre sarà il primo novembre o il primo dicembre».
Marchionne resta in Italia. E sposa Renzi
L’ad di Fca: siamo filogovernativi. Diamo una mano a chi dà stabilità al Paese
