Economia

La crisi ucraina affonda le Borse

Il listino di Milano perde il 3,36%. Gli operatori approfittano per portare a casa i rialzi degli ultimi mesi

I mercati si stavano disintossicando dai veleni degli ultimi 5 anni, fatti di spread alle stelle e crolli rovinosi in Borsa. Avevano imbroccato quella che si chiama giusta intonazione. E stavano lavorando senza strappi. Ieri a buttare giù le impalcature della ripresa borsistica sono stati i venti di guerra che spirano, gelidi dalla Crimea, zona strategica contesa tra Ucraina e Russia. Piazza Affari ha archiviato una seduta in territorio negativo fin dal mattino. Solo tensioni, a cui gli operatori sono molti sensibili, ma che ha dato a molti l’opportunità per far scattare un’ondata di prese di profitto che era nell’aria da tempo. Dai minimi registrati nel 2011 l'indice principale era tornato sopra i 20 mila punti. Soglia che ieri ha bucato al ribasso con una perdita del 3,34%. I volumi sono stati pari a un controvalore di circa 3,25 miliardi. Le reazioni principali si sono però registrate proprio a Mosca, dove il listino è arrivato a cedere il 13,5%, per poi chiudere a -10,8%. Tra i titoli più in difficoltà Gazprom, colosso russo del gas, le cui azioni sono scese di circa dodici punti percentuali. A risentire della crisi geopolitica tutte le piazze europee. Il Dax di Francoforte ha ceduto il 3,44% a 9.358,89 punti, il Cac 40 di Parigi il 2,66% a 4.290,87 punti, il Ftse 100 di Londra è arretrato dell’1,49% a 6.708,35 punti, l'Ibex di Madrid lascia sul terreno il 2,33% a 9.878,7 punti. Particolarmente colpito il settore bancario. Tra i titoli più venduti Commerzbank (-5,67%) e SocGen (-5,19%). Molto pesante anche il comparto costruzioni a Madrid (Sacyr -4,94%, Fomento -5,09%). Anche in Italia i titoli più penalizzati sono stati quelle bancari. Unicredit ha accusato una perdita del 6,16%. Intesa ha ceduto il 4,01%, Ubi il 5,01%. Per Banco Popolare il calo si è fermato al 2,13%. Tra gli assicurativi cede la coppia Unipol (-5,25%) e UnipolSai (-6,13%). Forte ribasso per Buzzi (-8,08%) attiva in Ucraina con la controllata Dyckerhoff. Nel settore male anche Cementir (-10,90%).

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