Il risparmio è sacro. L'affermazione non è blasfema. La istituzione familiare si regge su quanto riesce a mettere da parte sia per i figli che per fronteggiare eventi futuri anche imprevisti. Dal risparmio nasce un globale accumulo di denaro che consente il sostegno della economia. La letteratura un po’ agiografica, un po’ leggenda fa risalire ad un luogo di culto, ancorché pagano, la nascita della prima banca. Questa vide la luce nel tempo di Delfo dove i sacerdoti raccoglievano dalle genti, all'epoca ancora il denaro non era stato inventato, beni messi poi da loro stessi in circolo. La banca prese l'abbrivio per arrivare alle sembianze moderne, grazie ai banchi (di qui la parola) dei fiorentini. Si è passati attraverso varie evoluzioni. L'oro e l'argento erano diventati insufficienti quali mezzi di pagamento, limitando le operazioni commerciali. Uno scozzese di nome John Law inventò la carta moneta, che se da una parte dette l'impulso ai commerci, dall'altro costituì l'inizio per operazioni pericolose. Si è arrivati ora al denaro virtuale chiuso in un borsellino di plastica. La credit card. Pur moltiplicando le possibilità di credito e di debito resta indubitatamente centrale il fenomeno del risparmio. Se questo sparisce o è carente, e quindi il flusso verso le banche diviene insufficiente, si blocca tutto. Si verificano casi di inflazione, deflazione, stagnazione, credit crunch. Da qualche anno il risparmio si è diretto verso l'acquisto di porzioni di debito sovrano (Bot) che, a seconda dei momenti garantiscono un rendimento e mettono (o dovrebbero mettere) al sicuro il capitale. Il risparmio ha scontato tasse dirette e indirette, così gravose da mettere spesso sul lastrico poveri diavoli. Molti, parlando di rendite finanziarie, non sanno quello che dicono. O se lo sanno sono in malafede. Il paradosso è questo. Chi risparmia paga le tasse due volte. Allora è meglio essere cicala o formica? La domanda è retorica. Non è retorico il ritornello di abbattere gradualmente il debito pubblico macigno che grava sulle nostre teste. Una volta lo Stato per raggranellare soldi tassava la benzina. Ora taluno pensa di rivalersi sulla rendita (piccola) che rinviene dai Bot. Siamo diventati matti o vogliamo uccidere le formiche per far posto alle cicale?
Tassando i Bot si colpiscono i risparmiatori
di Riccardo Riccardi Il risparmio è sacro. L'affermazione non è blasfema. La istituzione familiare si regge su quanto riesce a mettere da parte sia per i figli che per fronteggiare eventi futuri...
