Il governo iracheno ha approvato due contratti, del valore complessivo di circa 1 miliardo di dollari, per il sito petrolifero Zubair di Eni . La conferma è venuta da un funzionario iracheno, dopo che l' ad del gruppo Paolo Scaroni aveva dichiarato in mattinata che Eni era pronta a lasciare l' Iraq qualora determinati contratti non fossero stati firmati entro poche settimane, spiegando che l'eccessiva burocrazia del Paese rischia di spaventare gli investitori. «Stiamo facendo del nostro meglio per approvare contratti dai costi elevati il più velocemente possibile. Se ci sono dei ritardi si avranno ripercussioni su produttività e profittabilità» ha detto il funzionario iracheno. Poi ha precisato che «i due contratti sono stati approvati nel giro di pochi minuti, mentre per un terzo contratto c'è bisogno ancora di un breve confronto con l’Eni». Intanto il Gruppo ha rinnovato con il Cnr l'accordo quadro di collaborazione per la ricerca, incentrato sulla produzione di energia in modo sostenibile, sulla salvaguardia ambientale e sulla sperimentazione di nuove tecnologie. Nel prossimo quadriennio Eni ha in programma di spendere circa 1,1 miliardi per le attività di ricerca e sviluppo. Scaroni ha sottolineato che «il ritorno medio nella ricerca è circa 4 volte l'investimento» e quindi «non c'è per noi un investimento migliore della ricerca per redditività e contributo alla risoluzione dei problemi». L'obiettivo è «la creazione di un portafoglio di soluzioni innovative sui temi dell'energia e dell'ambiente, di importanza per il sistema italiano ed europeo».
Pressing dell’Eni e l’Iraq firma 2 contratti
Il governo iracheno ha approvato due contratti, del valore complessivo di circa 1 miliardo di dollari, per il sito petrolifero Zubair di Eni .La conferma è venuta da un funzionario iracheno, dopo...
