Energia più efficiente per una migliore tutela degli edifici storici. Da oggi a Roma nel convegno internazionale dell'AICARR sull'efficientamento energetico degli edifici storici, si confronteranno studiosi ed esperti provenienti da tutto il mondo con l'obiettivo di indicare le tecnologie più avanzate per assicurare allo stesso tempo risparmio energetico ed energia di qualità. Il convegno coincide proprio con l'avvio del governo Renzi e con l'insediamento al ministero dei Beni Culturali del ministro Dario Franceschini. Un dicastero, quello dei Beni Culturali, che Franceschini ha definito il ministero economico più importante. Un'affermazione che testimonia quanto il governo si renda conto del valore del nostro patrimonio artistico e che intende puntare sul turismo culturale per contribuire alla ripresa. Abbiamo chiesto a Livio De Santoli, presidente di AiCARR cosa occorre fare nell’innovazione per dare concretezza agli obiettivi del governo. «Oggi l'ammodernamento del parco edilizio italiano richiede una spesa che va dai 9 ai 20 miliardi di euro all'anno per i prossimi 50 anni e le stime ci dicono che nel 2020 si può arrivare alla creazione di 500mila nuovi posti di lavoro. È un progetto ambizioso ed un paese come il nostro dovrebbe esserne sensibile». Quale contributo intende dare l'AICARR con questo convegno? «Innanzitutto abbiamo voluto, in una chiave tecnica ed operativa, fornire agli operatori del settore una guida. Il documento è capace di conciliare le esigenze di progettisti e soprintendenze. Ai primi, tenendo conto delle esigenze e peculiarità richieste quando si lavora sul patrimonio culturale, sono forniti gli strumenti per l'elaborazione di un piano di efficientamento non dissimile da quello improntato per una qualunque costruzione non tutelata. Alle soprintendenze invece si riserva una sorta "giudizio finale" sull'efficienza energetica che si raggiungerà nel pieno rispetto dei criteri di conservazione». Conservazione del bene ma anche efficientamento energetico dunque? «Esatto, questa è una sfida da raccogliere. La conservazione di un bene è volta a trasmettere lo stesso bene in un futuro che sia il più lontano possibile nelle migliori condizioni. Ecco, ogni tipo di "miglioria" energetica deve andare esattamente nella stessa direzione. Dobbiamo iniziare a vedere il tema dell'efficienza energetica come uno strumento di tutela quindi e non come un mero processo di riqualificazione contrapposto alle esigenze di conservazione». A che punto siamo? Da un punto di vista energetico ci può dare una idea temporale? «Siamo indietro, troppo indietro. Lo siamo da un punto di vista normativo e rileviamo sempre più anche un ritardo disciplinare. La guida condensa la riflessione superando il concetto di "adeguamento" e proponendo quello di "miglioramento". L'obiettivo possiamo dire essere quello di una conservazione integrata. Inoltre, data la peculiarità dei beni in questione, spesso si è costretti ad accontentarsi di una integrazione architettonica parziale. Mi viene in mente quanti passi in avanti siano stati fatti in pochi anni sul tema restauro-consolidamento strutturale. Occorre accettare, come si fece allora, un nuovo radicale ripensamento concettuale foriero di un rinnovato approccio metodologico».
Energia nuova per il patrimonio artistico
Leonardo Ventura Energia più efficiente per una migliore tutela degli edifici storici. Da oggi a Roma nel convegno internazionale dell'AICARR sull'efficientamento energetico degli edifici storici,...
