Da internet ai droni passando per il navigatore satellitare, la grandissima parte delle rivoluzioni tecnologiche più recenti sono frutto degli investimenti in ricerca promossi dall'industria della difesa attraverso il procurement dei governi. Non si tratta di inventare armi ma di sviluppare sistemi che nel campo del cyberspace e dell'energia, solo per fare due esempi, possano meglio tutelare la sicurezza nazionale e internazionale. Questa attività di ricerca e sviluppo non manca di avere ricadute nella vita quotidiana, oltre che sulla crescita del Pil. Non deve stupire quindi se un’università come la Luiss abbia scelto di promuovere un seminario dal titolo "La difesa dell’innovazione", abbia chiesto al capo di stato maggiore della difesa, l'ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, di svolgere una lectio e abbia coinvolto nel dibattito il presidente di Finmeccanica, Gianni De Gennaro, e il direttore della Luiss School of government, Sergio Fabbrini. L'iniziativa, organizzata con la rivista Airpress, si terrà domani e consentirà di far conoscere quali effetti positivi può generare un budget della difesa orientato alle nuove tecnologie. L'impatto del settore aerospaziale e della difesa sull'economia italiana è un tema ancora poco indagato. Di recente è stata Prometeia a realizzare con la Oxford University uno studio sulle ricadute economiche del campione nazionale Finmeccanica. È stato valutato dagli esperti che, se si considerano gli effetti indiretti e indotti, ogni euro di valore aggiunto generato dalle aziende del gruppo di piazza Montegrappa ne produce ulteriori 1,6 nell’economia nazionale. Se si guarda all’occupazione, il dato è ancora più lusinghiero: ogni addetto dell'azienda sostiene altri 2,1 posti di lavoro in Italia. Sono cifre considerevoli che possono però essere valutate ancora più positivamente se si contano le altre importanti realtà industriali del settore. Il pensiero va ad aziende italiane con proiezione internazionale come Vitrociset, Iveco o Bv Tech; corporation straniere dagli investimenti crescenti nel Paese come Boeing o Lockheed Martin; gioielli come Avio; joint venture europee come Mbda, Thales Alenia Aerospace o Atr; le tante realtà diffuse sul territorio e che trovano rappresentanza nel Cluster tecnologico nazionale presieduto da Giovanni Bertolone. Difesa, innovazione, tecnologia e crescita sono pezzi dello stesso puzzle. Domani alla Luiss si tenterà di comporlo. Al nuovo governo Renzi toccherà provare a darne un seguito profittevole per il Paese. * redazioneairpress@gmail.com
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