Economia

70mila commercianti e artigiani contro il fisco

Confartigianato: "Matteo (Renzi) devi preoccuparti, se non abbasserai le tasse alle piccole imprese ti faremo nero"

Artigiani, imprenditori, lavoratori. In 70mila, secondo gli organizzatori, stanno riempiendo questa mattina piazza del Popolo, a Roma, per la mobilitazione generale di Rete Imprese Italia che riunisce le associazioni delle piccole e medie imprese, arrivate nella Capitale per protestare contro la pressione fiscale e la burocrazia. "Questa manifestazione è la prova che la nostra pazienza è finita. Il nuovo premier ci convochi subito: saremo propositivi ma incalzanti", urla dal palco Marco Venturi, presidente di Confesercenti Italia e presidente di turno di Rete Imprese Italia. "Oggi questa piazza diventa piazza del popolo degli imprenditori italiani, se lo ricorderanno tutti", gli fa eco Giacomo Alto, presidente di Casartigiani scatenando applausi e sventolio di bandiere. "Senza impresa non c'è Italia. Riprendiamoci il futuro" è lo slogan della manifestazione che rivendica il ruolo delle imprese come motore del Paese. Venturi interviene sul palco e afferma: "Il prossimo governo e il Parlamento devono prendere atto di questa grande forza, dell'enorme malessere". Apre il comizio che vedrà gli interventi di tutti e cinque i presidenti ddelle associazioni che aderiscono a Rete Imprese Italia: Cassartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti. "Tanti, troppi nostri colleghi hanno perso tutto: ben 372mila imprese hanno chiuso nel 2013, un'enormità", ha detto Venturi rinominando piazza del Popolo come "piazza del Popolo del Fare". I piccoli artigiani e negozianti oggi chiedono soprattutto il taglio delle tasse e della burocrazia. "Burocrazia, carenza di credito, assedio criminale, un sistema fiscale e tributario che ci soffoca e ci opprime per questo diciamo basta alla scorciatoia fiscale, basta usarci come una cassa continua da cui prelevare ogni volta che c'è bisogno". Infine Venturi lancia un appello soprattutto alla politica: "I partiti devono capire che senza di noi il Paese si ferma, senza imprese non c'è lavoro e non c'è futuro". Rete Imprese Italia snocciola numeri preoccupanti: negli ultimi 5 anni hanno chiuso circa 1.000 aziende ogni giorno, la ricchezza prodotta è diminuita del 9%, la disoccupazione è raddoppiata, passando dal 6,4% al 12,7% per un totale di 1,2 milioni di disoccupati in più. Nel frattempo la pressione fiscale ha raggiunto il 44,3% del Pil (e resterà sopra il 44% per molto tempo) mentre quella «legale» (su ogni euro di Pil dichiarato) si aggira intorno al 54%. Confartigianato. Un grido di rabbia e delusione. "Ci siamo rotti i co..... - ha gridato Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato - non ne posso più come imprenditore e come cittadino di essere soffocato da tasse e burocrazia". Poi rivolto al premier incaricato: "Matteo stai preoccupato, se non abbasserai le tasse alle piccole imprese ti faremo nero". Dichiara che piccoli imprenditori, artigiani e commercianti sono scesi in piazza "per continuare a lavorare e non per cercare lo scontro", ma anche per avvertire la politica che il tempo è scaduto: "Spiegate a lor signori che non abbiamo l'anello al naso. Questa manifestazione non resterà solo nella nostra memoria ma nella storia, come la più grande manifestazione delle piccole e medie imprese italiane". Casartigiani. "Basta, basta. Fatevi sentire: vale più un urlo di tanti discorsi". Così il presidente di Casartigiani, Giacomo Basso, ha esordito nel suo intervento dal palco alla manifestazione. "Oggi eravamo preoccupati perché pensavamo alla giornata di lavoro persa, al viaggio faticoso e pensavamo risponderanno al nostro richiamo? Avete dimostrato una grande partecipazione, una partecipazione storica tanto che oggi Piazza del Popolo diventa piazza del Popolo degli imprenditori italiani", ha detto rivolgendosi alle migliaia di piccoli imprenditori del terziario, artigiani e commercianti arrivati a Roma in 60mila. Basso ha anche rivolto un ringraziamento a tutte le donne che hanno partecipato e le ha salutate con un "grazie alle donne artigiane".

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