Ora Parigi torna sui suoi passi. Dopo aver tentato di comprare Alitalia con pochi spiccioli puntando sul possibile fallimento della compagnia, prima dell’arrivo di Poste e di Unicredit, Air France lancia segnali di ripensamento sul dossier della compagnia italiana. L'amministratore delegato di Air France-Klm, Alexandre de Juniac, ieri non ha infatti escluso la possibilità di investire in Altalia, se le condizioni poste dalla sua compagnia per la ristrutturazione del debito saranno rispettate. Insomma se risanata e messa in condizioni di produrre utili o quantomeno di non creare condizioni per essere nuovamente schiacciata dai debiti i transalpini sono pronti a rientrare in gioco staccando un assegno consistente. «La nostra partnership con Alitalia è molto importante» ha assicurato de Juniac, il quale riguardo alla possibilità di un futuro investimento, ha precisato: «È un partner, abbiamo prospettato delle condizioni e, se saranno rispettate, siamo pronti a vedere cosa fare». De Juniac ha anche aggiunto che il piano di trasformazione e di taglio dei costi di Air France-Klm «procede esattamente come programmato». Un passaggio irrinunciabile quello del risanamento della compagnia francese visto che nei giorni scorsi le stime sulla redditività del gruppo riviste al ribasso avevano spinto la banca Ubs a tagliare il rating al titolo alla Borsa francese con uno scivolone vicino al 5%. La proposta di rientrare è stata commentata dal ministro delle infrastrutture, Maurizio Lupi: «Sono contento che Air France torni sui propri passi. Ora, per dimostrare il loro interesse, si ricomprino quote di capitale di Alitalia». Il ministro ha risposto così ai cronisti che gli hanno chiesto un commento sull’interesse di Air France per Alitalia. «Noi lo dicevamo mesi fa che la strada migliore per Air France era sottoscrivere l'aumento di capitale - ha continuato Lupi-. Il governo e Alitalia verificheranno tutte le offerte per il rilancio dell'azienda e dell'Italia - che è uno scalo strategico- e non regionale. Ora vedremo l’offerta di Etihad e se si tradurrà in un piano industriale. Etihad è un buon partner e strategico. Air France se vuole tiri fuori i soldi e presenti un piano industriale». Sul futuro del vettore italiani si è espresso ieri anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni che ha spiegato che «sul futuro di Alitalia stiamo discutendo, perché la questione essenziale è l’accordo tra l’Italia e gli arabi di Etihad. Se l'intesa va avanti vuol dire che il piano industriale sarà completamente diverso, ma bisogna essere cauti, avere pazienza e lavorare per una compagnia più forte».
Alitalia, Parigi prepara il rientro a bordo
L’ad di Air France, De Juniac, guarda i conti dopo l’arrivo di Poste e Unicredit
