Economia

Generali, svanisce il sogno di Geronzi. Il Leone si allontana dalla Capitale

Trasloco in vista per gli uffici di piazza Venezia a Roma. Si va a via Bissolati

Le Generali tornano a Nord, non dal punto di vista del mercato ma da quello del processo decisionale. Meno peso dunque a Roma e maggiore accentramento delle funzioni di direzione e gestione a Milano e a Mogliano Veneto. La linea strategica del nuovo ad Mario Greco va, dunque, in direzione esattamente opposta a quella dell’ex timoniere del Leone di Trieste, Cesare Geronzi, che sul potenziamento delle fabbriche assicurative romane e sullo sviluppo delle strategie di gruppo a Roma aveva centrato il suo mandato. Il segnale del cambio di passo impostato da Greco arriva anche con atti concreti. In particolare con il prossimo trasferimento in programma degli uffici del quarto piano di Palazzo Venezia, sede storica e prestigioso immobile del gruppo, in pieno centro romano. Secondo quanto risulta a Il Tempo gli uffici che attualmente ospitano la cosiddetta gerenza, ovvero una sorta di ufficio specialmente dedicato al rapporto con il mercato corporate (grandi clienti e enti e dunque a tutto quello che viene intermediato generalmente dai brokers) starebbero per essere spostati negli immobili di via Leonida Bissolati sempre nel centro di Roma, attuale sede di Generali Italia ed ex direzione generale di Inassitalia. Un trasferimento che può essere letto in più modi. Innanzitutto con la volontà di accentrare e di creare catene più corte di comando nell’ambito del gruppo. Milano e Mogliano Veneto avranno un controllo ancora più diretto delle masse e dei flussi finanziari prodotti nell’area dell’Italia centrale. L’assorbimento della gerenza di Roma in altri uffici, e il suo conseguente depotenziamento, renderebbe più diretto il rapporto tra il settore commerciale con le sedi centrali. Non solo. Lo spostamento da Piazza Venezia lascerebbe liberi spazi di rappresentanza di altissimo pregio pronti per essere riaffittati al miglior offerente. Una partita, quella della valorizzazione dell’immenso patrimonio immobiliare delle Generali, nella quale il quarto piano di Palazzo Venezia non rappresenta che un tassello di un mosaico molto più grande, ancora non pienamente affrontato a Trieste, e che difficilmente potrà essere ancora a lungo rinviato. In ogni caso Generali non abbandonerebbero definitivamente l’immobile storico perché l’unico piano che resterebbe a disposizione della compagnia sarebbe, il secondo, quello destinato alla presidenza e per motivi di rappresentanza e di prestigio difficilmente sostituibile. Tramonta così, anche nei simboli, il disegno di Geronzi di portare parti di processo decisionale delle Generali nella Capitale. Una scelta che portò anche ad accesi scontri tra gli azionisti, parte dei quali assolutamente contrari a spostare il baricentro delle attività più a sud di Trieste e Milano. Il disimpegno del grande gruppo assicurativo da Roma, in termini di strategia e di decisione, è un fatto ormai acclarato non solo dai traslochi ma anche dalle ultime decisioni di Greco che, nelle scorse settimane, ha dato il via libera definitivo alla cessione di Fata Assicurazioni, storica compagnia romana di proprietà del Leone, alla Cattolica Assicurazioni.

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