Comincia il valzer delle privatizzazioni. E il "menù" prevede, come primo piatto, Poste Italiane. A confermarlo il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomani che, a margine del World Economic Forum di Davos, preannuncia che domani il consiglio dei ministri varerà l'atteso decreto privatizzazioni. L'obiettivo finale per il governo è quello di incassare almeno 12 miliardi. I primi 4, secondo stime prudenziali, dovrebbero arrivare proprio dalla cessione del 40% di Poste. "Si comincia con il 40% di Poste - sottolinea Saccomanni - poi vediamo". Nei giorni scorsi il viceministro allo Sviluppo Economico, Antonio Catricalà, aveva indicato in 5-6 mesi il tempo che occorrerà per definire i dettagli della privatizzazione della società e procedere al collocamento sul mercato della quota che sarà ceduta dallo Stato. Le intenzioni del governo sono di non cedere il controllo, con la maggioranza del capitale che dovrebbe quindi rimanere saldamente pubblica. Il modello è quello di altre privatizzazioni dei servizi postali a livello europeo. Ultima in ordine di tempo è stata Royal Mail, le poste britanniche, che ha permesso al governo britannico di incassare 3 miliardi di sterline dalla cessione di una quota del 33%. Deutsche Post, le poste tedesche, risultano invece quotate dal lontano 2000 con quota detenuta dallo stato progressivamente scesa fino al 21% attuale e una capitalizzazione di mercato di oltre 31 mld di euro. L'operazione dovrebbe strutturarsi come un'Offerta pubblica di vendita (Opv) rivolta per il 50-60% a investitori istituzionali, una fetta fino al 5% delle azioni in collocamento riservata ai dipendenti e la restante parte al pubblico retail. L'ad di Poste Italiane, Massimo Sarmi, ha già rimarcato in passato che una parte di azioni sarà riservata ai dipendenti del gruppo attraverso azioni gratuite con anche un rappresentante dei dipendenti nel consiglio di amministrazione di Poste Italiane.
Domani il decreto sulla privatizzazione delle Poste
Il ministro Saccomani da Davos conferma: "Si comincia con il 40%, poi vediamo". La cessione della quota dovrebbe portare allo Stato almeno 4 miliardi di euro
