Economia

Nessun pretendente per Tim Brasil

Il cda di Telecom conferma che non ci sono proposte. Ma si prepara a riceverle

Per ora non c’è nessuna offerta o negoziazione per la controllata brasiliana Tim Brasil. Ma Telecom Italia si prepara comunque ad esaminare quelle che arriveranno con la definizione di una procedura ad hoc (in linea con quella per le operazioni con parti correlate), che verrà esaminata il prossimo sei febbraio, per la gestione di ogni eventuale operazione straordinaria. Lo ha deciso ieri il consiglio di Amministrazione della società telefonica, riunito sotto la presidenza di Aldo Minucci, che ha proceduto ieri a un approfondito esame del business brasiliano, con il supporto del Chief Executive Officer di Tim Participações, Rodrigo Abreu. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre deciso di non procedere a cooptazione di nuovi Consiglieri, considerata l’ormai imminente conclusione del suo mandato, confermando nel suo ruolo di Vice Presidente con funzioni vicarie Aldo Minucci. È stato poi affidato a un gruppo di lavoro interno l’effettuazione di un benchmarking della corporate governance della Società; il gruppo di lavoro presenterà le risultanze delle analisi nella riunione del prossimo 6 febbraio. Il Consiglio di Amministrazione ha altresì esaminato la situazione della controllata TI Media S.p.A., che permane nelle condizioni ex art. 2446 c.c., e le possibili iniziative per gestirla. L’incontro è stato l’occasione per un aggiornamento sullo stato del progetto d’integrazione tra Telecom Italia Media Broadcasting (interamente controllata da TI Media) e le attività di operatore di rete di Rete A (controllatadal Gruppo Editoriale L’Espresso), già comunicato in ottobre e volto alla valorizzazione dei rispettivi asset anche attraverso la realizzazione di sinergie industriali. Sempre ieri Telecom ha collocato un bond a 7 anni per un miliardo di euro «concludendo con successo l'emissione», la prima dopo il taglio del rating da parte di Standard&Poor's. Il rendimento dell'emissione, pari a 4,594%, «risulta largamente inferiore al costo medio del debito, che a fine settembre 2013 si attestava a 5,4%». La società sottolinea che «l'ottima qualità del book di ordini conferma il perdurare del favore della comunità finanziaria europea verso il credito Telecom Italia, permettendo -aggiunge - di prezzare l'emissione con un rendimento inferiore rispetto alla guidance inizialmente annunciata, aumentando al contempo l'ammontare raccolto».

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