Le liste presentate in assemblea per definire il nuovo assetto del cda di Alitalia saranno quattro. Ma in nessuna di queste figureranno ad e top manager delle aziende e delle banche, nuove e vecchie azioniste della compagnia. È il segnale che conferma la necessità di formare un cda di transizione in attesa che gli arabi di Etihad mettano nero su bianco le loro proposte per l’ingresso nel capitale della aviolinea di via della Magliana. Dunque le liste saranno quattro. La prima è quella espressa da Intesa SanPaolo che vede la rappresentanza oltre che della banca, anche di alcuni industriali tra i quali il presidente dimissionario Colaninno e la sua Immsi. L’attuale presidente, nella logica della continuità in attesa del riassetto azionario, sarebbe confermato alla presidenza. La seconda lista è quella espressa da Unicredit e dalle Poste di Massimo Sarmi che non comparirà, però, tra i nomi da votare. Nello stesso elenco ci sarà invece l’attuale amministratore delegato, Gabriele del Torchio, che dato per uscente ha spuntato la riconferma per proseguire l’attuazione del piano industriale presentato ai sindacati. La terza lista presentata da Atlantia, altro grande socio di Alitalia, si è aggiunta forzatamente perché altrimenti la società per obbligo delle regole finanziarie avrebbe dovuto lanciare un’Opa. Al suo interno ci sarebbe un solo nome e il più papabile secondo le indiscrezioni e quello dell’attuale consigliere, Antonino Turicchi. Anche Air France presenterà una lista con un unico candidato. La sua partecipazione diluita dopo l’aumento di capitale non le concederebbe più di un posto nel nuovo consiglio di amministrazione. Anche qui la scelta sarebbe caduta sul cfo di Air France, Philippe Calavia.
Quattro liste per l’assemblea Ma mancano i top manager
Le liste presentate in assemblea per definire il nuovo assetto del cda di Alitalia saranno quattro. Ma in nessuna di queste figureranno ad e top manager delle aziende e delle banche, nuove e vecchie...
