Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni parla come Silvio Berlusconi. Ieri dalle colonne di Repubblica in una lunga intervista il responsabile del dicastero del Tesoro, forse in attesa dell’onda di un possibile rimpasto che lo vede tra i papabili uscenti, ha giocato di rimessa e annunciato un taglio delle tasse nel 2014. Quella che promette Saccomanni è una svolta. «Fatta di ripresa e, finalmente, di un consistente taglio del peso del fisco» che, negli ultimi due anni, ha messo senza pietà le mani nei cassetto degli italiani. Per il ministro gli obiettivi sono ambiziosi ma potrebber essere colti soprattutto grazie alle risorse che, nei suoi piani, arriveranno dalla spending review, dalla lotta all'evasione e dal rientro dei capitali dall'estero. Il 2014, ha assicurato «sarà l'anno della svolta». Ma «la precondizione è la stabilità politica, senza la quale l'Italia è a rischio». Questo, ha detto ancora Saccomanni, «deve costringerci tutti, governo, Parlamento e parti sociali, a una forte e condivisa assunzione di responsabilità». Il ministro ha detto anche di quanto la scure di fisco diventerà più leggera. «Nel prossimo triennio le tasse si ridurranno di ben 9 miliardi, con un calo graduale anno per anno. È un impegno che ho preso, con l’Europa e con gli italiani, e oggi lo rilancio». Fiducia anche sulla ripresa. «I segnali positivi ci sono, su questo non c’è dubbio: ordinativi, domanda interna, esportazioni. Lo dice l’Istat, lo confermano i dati dell'indice europeo Pmi. Purtroppo questi focolai di ripresa non producono ancora effetti sul fronte che ci sta più a cuore, cioè la creazione di nuovi posti di lavoro e la disoccupazione giovanile. Ma questa asimmetria è tipica delle fasi di inversione del ciclo: quando una recessione finisce, i benefici sull'economia reale non sono immediati». Il suo ottimismo è stato subissato da critiche da parte del centro destra. Per la Santanché (Fi) «si ha la prova provata di come questo governo sia lontano dalle famiglie dalle imprese e dai lavoratori». «Intervista surreale» per la Bernini (Fi). «Ma Saccomanni di che paese parla?» il commento di Capezzone (Fi).
Ora Saccomanni promette meno tasse
Nove miliardi in meno di Irpef in tre anni. Ma a patto che ci sia stabilità
