Economia

Fiat sotto osservazione per possibile downgrade

Dopo l'acquisizione di Chrysler Moodys ha posto in revisione il rating del Lingotto

Moody's ha posto oggi sotto revisione per un possibile downgrade il rating di Fiat in conseguenza dell'acquisizione della quota pari al 41,5% finora detenuta dal fondo Veba del sindacato americano Uaw. Ad oggi il rating di  Fiat è Ba3. Allo stesso tempo, Moody's ha anche messo sotto revisione per un downgrade il debito emesso da Fiat Finance and Trade Ltd SA e  Fiat Finance North America Inc., nonché la valutazione B1 di Fiat Finance Canada Ltd. «Stiamo mettendo sotto osservazione il rating di Fiat per un downgrade perché l'acquisizione annunciata può indebolire in modo sostanziale la posizione di liquidità di Fiat in un momento in cui la società ha ancora un free cash flow negativo», spiega in una nota Falk Frey, Moody Senior Vice President e capo analista per Fiat. «Detto questo, ci aspettiamo che la restante liquidità di Fiat in bilancio, linee di credito non utilizzate e la generazione di cash flow operativo possa essere sufficiente a soddisfare le sue esigenze di cassa attese nel 2014». Sebbene giudichi positivamente l'operazione, Moody's nota come Fiat non abbia ancora deciso sulla forma giuridica dell'entità risultante dalla fusione con Chrysler e perciò l'agenzia intende mantenere rating separati per Chrysler e Fiat. Moody's, così facendo si aspetta che la Fiat da sola si indebolirà ulteriormente di fine anno 2013 con un solo potenziale limitato di miglioramento significativo nel 2014. Disaggregando i dati finanziari di Chrysler dal bilancio consolidato di Fiat, le metriche di credito stand-alone di Fiat sono deboli e quindi il rating Ba3 potrebbe essere rivisto. Moody's ha poi dei dubbi sulla performance operativa e finanziaria di Fiat in Brasile, il mercato estero più redditizio del Lingotto che però è decisamente peggiorato dal 2011. Male anche come noto va il mercato italiano. La revisione si concentrerà principalmente sull'impatto della transazione annunciata con Veba sul profilo di liquidità di Fiat per i prossimi 12-18 mesi e su come la società prevede di proteggere la sua posizione di cassa. Verranno vagliate eventuali ulteriori misure previste al fine di semplificare la struttura giuridica del gruppo, nonché la performance operativa nel 2013, e, inoltre l'impatto sulla capacità di generazione di cassa di Fiat e di performance operativa in vista delle sfide crescenti in America Latina e una erosione continua della redditività da quella regione. A pesare però è soprattutto il flusso di cassa netto negativo per meno di 2,5 miliardi di euro nel 2013, e senza alcuna indicazione di un miglioramento materiale nel 2014. Il rating potrebbe anche finire sotto pressione se la Fiat dovesse perdere significative quote di mercato in Europa.

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