L’ad Sergio Marchionne ha fatto il miracolo trasformando la Fiat (Fabbrica italiana automobili torino) in Fiad (Fabbrica italiana automobili Detroit). E la Borsa lo ha premiato con rialzi record per il titolo. L’azione, in apertura delle contrattazioni, ha segnato un +15% e ha chiuso con aumento del 16,4% a 6,92 euro. Gli scambi sono stati pari al 6,4% del capitale. Un expoloit che ha contribuito a far linitare i danni al listino milanese in negativo ma comunque il migliore rispetto alla altre piazze europee colpite da cali pesanti. L’ad Marchionne e il presidente del Lingotto, John Elkann, hanno spiegato in una email ai dipendenti che l’accordo con Veba segna «un momento storico» e «l’inizio di un nuovo capitolo» del futuro del gruppo. Nella missiva i vertici hanno sottolineato che «l’emozione con cui vi scriviamo è quella di chi negli ultimi quattro anni e mezzo ha lavorato per coltivare un grande sogno di integrazione industriale e culturale e oggi lo vede realizzato. È la stessa emozione che accomuna trecentomila persone nel mondo, protagoniste di questa giornata storica per la Fiat e per la Chrysler». Più cauta invece Fitch. Per l’agenzia di rating l’intesa raggiunta mercoledì scorso non avrà un «impatto immediato» sul rating della società e avrà un «incremento modesto sul bilancio consolidato del gruppo Fiat». Non sono mancati i commenti positivi da parte del governo. Per il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, «l’accordo raggiunto fra Fiat e Veba è una notizia molto positiva ed è la premessa per completare gli investimenti già programmati in Italia». Un punto sul quale si è soffermata anche la leader della Cgil, Susanna Camusso, secondo la quale «l’acquisizione è un fatto di grande rilevanza, ma ora Fiat dica cosa intende fare nel nostro Paese».
Fiat regina in Borsa. Chiude a +16%
Il titolo del Lingotto brilla a Piazza Affari. Scambiato il 6,4% del capitale
