L'assemblea degli azionisti di Banca Mps, presieduta da Alessandro Profumo è durata a lungo. E si è conclusa con una bocciatura della proposta del cda di aumento di capitale a partire dal prossimo mese di gennaio. Ha votato contro il 69,069% dei presenti. In mattinata si parlava di rischio dimissioni per Profumo nel caso l'ordine del giorno non passasse. Lui agli azionisti, nel corso dell'assemblea, ha risposto così: "Le mie dimissioni? Certe decisioni si assumono a sangue freddo. Soprattutto lo faremo nelle sedi deputate. Avremo un cda a gennaio e in quella sede valuteremo". Afferma: "Oggi noi abbiamo la certezza di poter fare l'aumento, domani rientriamo in un campo di incertezza, perché ci sono elementi che lo rendono incerto a maggio. Innanzitutto perché c'è l'esistenza di un consorzio di garanzia che oggi c'è con clausole molto favorevoli a noi e che andrebbe ricreato. La volatilità dei mercati è poi molto rilevante" e c'è un costo aggiuntivo di 120 milioni, derivanti dagli interessi sui Monti-bond. C'è la politica con le elezioni europee e c'è il vantaggio di partire per primi. Era presente il 49,3% del capitale sociale all'assemblea, la stessa quota di ieri, nella seduta in prima convocazione, non sufficiente però in quell'occasione a renderla valida, dal momento che era necessario il 50% più uno. Gli azionisti dovevano decidere l'aumento di capitale da 3 miliardi di euro necessario per cominciare a restituire i 4 miliardi di aiuti di Stato, i famosi Monti bond, e i tempi per la sua esecuzione. Lo scontro si è concretizzato proprio su quest'ultimo punto. Alessandro Profumo puntava al prossimo mese di gennaio, mentre la Fondazione Mps, presieduta da Antonella Mansi, primo azionista dell'istituto senese con il 33,5%, voleva intervenire tra maggio e giugno. "Il rinvio dell'aumento di capitale a fine maggio non è mai stato né è ora un atto di sfiducia nei confronti di Alessandro Profumo, presidente di Banca Mps" ha affermato Mansi prima dell'inizio dell'assemblea. "Non lo è mai stato, l'ho precisato mille volte e lo preciso anche adesso". Nel suo intervento all'assemblea, Mansi ha affermato che la proposta del consiglio di amministrazione della Banca Mps, relativa al maxi aumento di capitale da 3 miliardi di euro a gennaio, "non ha oggi alcuna possibilità di essere approvata e la Fondazione ha il dovere ineluttabile di votare solo ed esclusivamente la propria proposta di aumento con esecuzione differita di alcuni mesi". I piccoli azionisti senesi all'assemblea di Banca Mps tifano per lei. Quasi tutti i singoli investitori hanno avuto parole di apprezzamento per l'intervento di Mansi, salutato da numerosi applausi dai presenti in sala, mentre critiche sono state rivolte soprattutto ad Profumo e alla sua posizione.
Mps, arriva il no dell'assemblea ad aumento di capitale
Profumo: "Le mie dimissioni? Certe decisioni si assumono a sangue freddo"
