Economia

Mps lascia «Santorini»

Chiuso il contratto responsabile del buco nei conti. Accordo con Deutsche Bank. Beneficio di 221 milioni

In attesa dell’assemblea del 27 dicembre che dovrebbe sancire il via libera all’aumento di capitale del Monte dei Paschi per evitare la nazionalizzazione, arrivano buone notizie dal punto di vista del bilancio. Mps e Deutsche Bank hanno raggiunto un accordo per la chiura anticipata dell’operazione Santorini. Una di quelle incriminate per aver creato buchi nei conti tali da mettere in discussione la stessa esistenza dell’istituto. L'intesa regola le condizioni della chiusura anticipata delle operazioni «poste in essere tra dicembre 2008 e luglio 2009, aventi a oggetto un investimento in Btp 6% scadenza maggio 2031 del valore di 2 miliardi di euro, finanziato con un Long Term Repo di pari durata, e un Interest Rate Swap concluso con la finalità di ridurre il rischio tassodell'investimento». Nel contesto della chiusura dell’operazione «è stata definita in via transattiva la pretesa risarcitoria che nel marzo 2013 Mps ha azionato nei confronti della banca tedesca avanti il Tribunale di Firenze con riferimento alle operazioni medesime», spiega il comunicato. In particolare, sulla base dei calcoli effettuati da Rocca Salimbeni in applicazione dei propri parametri valutativi, la chiusura anticipata, di per sé considerata, avrebbe comportato un esborso di 746 milioni di euro. All’esito della transazione l’esborso effettivo a carico di Mps si è ridotto a 525 milioni di euro e, conseguentemente, il gruppo senese stima il beneficio economico in 221 milioni di euro. «A fronte della chiusura dell’operazione nei termini economici come sopra definiti - prosegue la nota - Banca Mps ha transatto le pretese risarcitorie azionate nella predetta causa, limitatamente peraltro alla sola quota interna di responsabilità di Deutsche Bank, ferma e impregiudicata l'azione sociale di responsabilità nei confronti dell'ex Direttore Generale, salva inoltre ogni altra pretesa di BMPS nei confronti di ulteriori soggetti corresponsabili con riferimento all'operazione Santorini». Sotto il profilo patrimoniale l'accordo determina, rispetto ai conti al 30 settembre scorso, un impatto positivo di circa 25 bps in termini di common equity Basilea 3 full application (senza considerare ulteriori benefici connessi con la eventuale riduzione degli attivi ponderati) sui conti comunicati in precedenza dal cda. La chiusura dell'operazione genera inoltre effetti positivi per Mps sia sul conto economico prospettico (margine di interesse), sia sui profili di rischio e di liquidità. «Per quanto attiene al primo aspetto - quantifica Rocca Salimbeni - il complesso delle operazioni estinte avrebbe prodotto un contributo negativo al margine d'interesse stimato, al lordo dell'effetto fiscale, in circa 33 mln di euro per anno . Con riferimento al profilo della liquidità, si stima un effetto positivo complessivo di 173 mln di euro, quale risultato della differenza tra il valore delle garanzie (collaterale) rimborsate (698 mln) e il prezzo pagato a Deutsche Bank per la chiusura anticipata delle operazioni (525 mln)».

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