La partita Alitalia non è ancora chiusa. Restano sul tappeto una serie di capitoli non risolti nel piano di rilancio che ha visto l’ingresso in campo, dopo l’estate, di Palazzo Chigi. Così ieri alla presidenza del Consiglio sono rimasti chiusi, in un lungo colloquio, il presidente della compagnia Roberto Colaninno, l’ad Gabriele Del Torchio, e l’ad di Atlantia-Adr, Giovanni Castellucci insieme al consigliere economico di Palazzo Chigi, Fabrizio Pagani. Chiusa con successo la ricapitalizzazione restano sul tavolo una serie di criticità sia sull’ingresso di Poste Italiane nel capitale sia sul piano industriale che, presentato ai sindacati la scorsa settimana, ha lasciato l’amaro in bocca, visto che non è stato chiarito nei dettagli l’impatto occupazionale degli esuberi. Insomma il cammino per rimettere in pista il vettore sposandolo con un partner di rango resta ancora accidentato. Alcuni nodi non sarebbero stati sciolti e la trattativa con il governo va ancora avanti. Sono ormai alcuni giorni che i vertici di Alitalia sono segnalati nelle stanze governative. Segno che la quadra sui ruoli e le strategie della società, tonificata dall’immissione di nuova liquidità, non è ancora stata delineata soprattutto nei pesi da assegnare ai soci privati e a quello pubblico, Poste italiane, che oltre a mettere 75 milioni di euro nella capitalizzazione ha l’ambizione di far sentire la sua voce nella gestione industriale. Tutto ancora in stallo dunque. Non solo la ricerca del partner con il quale condividere la stagione del rilancio. Nonostante gli sherpa siano al lavoro ancora nulla si vede all’orizzonte. Lo scorso mese il consigliere Pagani è andato a Dubai con la lettera di sostegno dell’Italia alla candidatura dell’emirato all’Expo 2020. Un supporto concesso anche in vista del possibile arrivo della compagnia emiratina Ethiad nel capitale di Alitalia. Nonostante questo nessuna proposta sarebbe stata ancora formalizzata anche se, secondo le indiscrezioni, l'emiro di Abu Dhadbi Khalifa bin Zayed Al Nahyan, starebbe spingendo per un accordo fra la compagnia degli Emirati Arabi, Etihad, e Alitalia. Lo sceicco vorrebbe stringere una nuova alleanza per puntare con decisione all’espansione della compagnia in Europa. Più cauti sarebbero invece gli uomini della compagnia araba che ha avuto accesso alla data room Alitalia. I principali dubbi emersi dalla due diligence sarebbero legati all’esigenza di una profonda ristrutturazione del debito. Etihad deve prendere una decisione sul suo eventuale investimento nella compagnia italiana entro Natale. Sempre che nel frattempo non torni Air France che, per motivi strategici legati alle rotte verso l’Africa, non si può permettere di lasciare l’hub romano nelle mani dei concorrenti.
Troppe incognite sul rilancio Alitalia Governo e Colaninno trattano ancora
Restano da sciogliere gli ultimi nodi. I vertici a Palazzo Chigi
