Le pensioni comprese tra 1.500 e 2.000 euro e cioè quelle pari a tre e quattro volte il minimo Inps saranno rivalutate applicando una percentuale del 95% al tasso di inflazione piuttosto che al 90%. Ieri è infatti arrivato il via libera della commissione Bilancio della Camera a un emendamento alla legge di stabilità del relatore Maino Marchi che prevede la rivalutazione delle pensioni fra tre volte e quattro volte il minimo Inps, quindi tra 1.500 e 2.000 euro, al 95% anziché al 90% come previsto dal testo del ddl entrato alla Camera. Non si tratta di un aumento che farà ricchi coloro che non lavorano più. Considerato che il tasso di inflazione per il 2013 viaggia poco sopra l’1% lo scatto vale per una pensione di 1500 euro circa 15 euro che salgono a 20 per le pensioni di 2 mila euro. Se tutto va bene ci potrà scappare nel primo caso una pizza con annessa birra e supplì. I pensionati più ricchi potranno puntare anche a un piatto di spaghetti alle vongole e mezza bottiglia di vino bianco. Non è molto. Ma tutti coloro che vivono con redditi previdenziali, a prescindere dalla somma, vedono in questa norma la fine di un incubo e cioè il continuo deprezzamento dei loro assegni mensili che continua da anni, causa crisi e rigore fiscale, e che ha imposto lo stop al recupero dell’inflazione. Fin qui la partita pensioni ma la legge di Stabilità entrata a Montecitorio sta per accogliere anche la costituzione di un fondo nel quale far confluire più risorse da destinare al taglio del cuneo fiscale, ovvero a quella differenza tra il salario netto in busta paga e il lordo calcolato aggiungendo le tasse che le aziende a vario titolo pagano sulle paghe dei lavoratori. «Il governo presenterà la proposta del Fondo per le risorse da destinare al taglio del cuneo fiscale» ha detto il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, in seguito all’incontro di ieri mattina con i sindacati e con il viceministro Stefano Fassina, che lavora alla proposta. «L’incontro è andato abbastanza bene, abbiamo fatto un passo avanti sulla definizione dell’idea del Fondo. Mi sembra che il dialogo sia stato avviato», ha detto Baretta. «Adesso verrà impostata la struttura del Fondo, senza una quantificazione delle cifre», ha spiegato, osservando che comunque «nel corso del 2014 confluiranno altre risorse». Intanti i indacati sono in pressing sul governo per ottenere modifiche alla legge di Stabilità. Ieri in una giornata di mobilitazione in tutta Italia, il messaggio è stato chiaro: serve uno shock, con una immediata riduzione delle tasse sul lavoro. Lo strumento individuato è quello del fondo per la riduzione del cuneo fiscale, in cui devono confluire risorse certe e consistenti. Oltre a dalla spending review e dalla lotta all’evasione fiscale, anche eventualmente quelle dell’aumento fiscale sulle rendite finanziarie. Camusso, Bonanni e Angeletti, nei loro interventi al presidio in Piazza Montecitorio, di fronte alla Camera, hanno ribadito con forza la loro posizione. «Abbiamo detto che la legge di Stabilità così come è non va bene. Abbiamo detto che hanno qualche ora a disposizione, visto che la discussione sta terminando prima di andare in aula, per dare un segno, una caratteristica a questa legge di stabilità che risponda ai problemi dei lavoratori, ai tanti temi della disoccupazione e dei pensionati», ha sintetizzato Camusso. Per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni la legge di stabilità «non va bene finché non vedremo un provvedimento che metta in relazione i proventi dalla lotta all’evasione fiscale all’abbassamento delle tasse. Finché non ci sarà questa azione che riguarda «lo snellimento delle spese inutili ed inefficienti della Pa da restituire a lavoratori e pensionati attraverso l'abbassamento delle tasse noi daremo un giudizio negativo alla legge di stabilità». E, secondo Bonanni, la strada è obbligata. «La spending review e la lotta all’evasione devono servire a ridurre le tasse ai cittadini, oppure la ripresa non la intercetteremo» ha insistito chiarendo ancora una volta: «dobbiamo ridurre le tasse e restituire i soldi ai cittadini oppure non ce la faremo». Altrettanto ferma l’analisi del leader della Uil, Luigi Angeletti. «La legge non fa nulla per sostenere la crescita e l’occupazione. Non abbiamo bisogno di stabilità fine a se stessa, ma occorre una legge che inneschi la ripresa» ha osservato. Per poi ricordare come «anche nel 2014 non ci sarà crescita economica ma solo crescita della disoccupazione».
Le pensioni aumentano: 15 euro al mese
Sale al 95% il recupero dell’inflazione per quelle tra 1500 e 2000 euro. Ma con il carovita così basso la rivalutazione basta per una pizza.
