Costo del lavoro da riformare, imprese edili, sindacati e lavoratori insieme per eliminare sovrastrutture costose e inutili, rimpolpare buste paga, rimettere in circolo denaro. Così è riassumibile il pensiero di Dino Piacentini, presidente di Aniem, l’Associazione di 8.000 imprese edili che ha firmato il rinnovo del contratto nazionale di lavoro al contrario di Ance e Coop che hanno interrotto il dialogo dopo un anno di trattative, tanto che per oggi i sindacati dei lavoratori di settore hanno proclamato uno sciopero di otto ore. «Il contratto andava firmato - dice il presidente di Aniem - Si tratta di 90 euro d’aumento in tre tranche, da novembre 2013 a novembre 2015. Cgil, Cisl e Uil hanno accettato di sedersi a un tavolo e a lavorare insieme per rinnovare il contratto ma a condizione da noi proposta di iniziare a rivedere tutto sul costo del lavoro, oltre il cuneo fiscale, incidendo sulle sovrastrutture, ridefinire il sistema della cosiddetta bilateralità». «Oggi una paga base netta per un lavoratore è di 1.200 euro. Per l’azienda è un costo di 3.500/3.700 euro - continua - Fra le cause degli esborsi, da una parte le ben 125 casse edili italiane, ognuna con la sua ventina e più di consiglieri di amministrazione: un costo enorme. Che tanti soldi non vadano più a loro ma ai lavoratori. Facciamo una cassa per regione e dopo una sola, nazionale». «Poi l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro - dice Piacentini - Costa circa tre volte che un’assicurazione privata ma non rende altrettanto al lavoratore, anzi. In più l’Inail ha per legge la facoltà, in caso di infortunio, di esercitare il diritto di rivalsa sull’azienda e lo fa quasi sempre, quasi in automatico. Così le imprese stipulano polizze private contro i rischi della rivalsa. Direi all’Inail, mi vuoi togliere il tuo diritto di rivalsa mantenendo i tuoi tassi? Le aziende non stipulerebbero più polizze aggiuntive e ci si impegnerebbe a dare i soldi risparmiati ai lavoratori. Questi racimolerebbero tanto in più, forse non un altro stipendio l’anno, ma tanto».
Basta sprechi Un accordo per rilanciare l’edilizia
Costo del lavoro da riformare, imprese edili, sindacati e lavoratori insieme per eliminare sovrastrutture costose e inutili, rimpolpare buste paga, rimettere in circolo denaro. Così è riassumibile...