Economia

Mario Draghi: tassi bassi ancora a lungo

Il presidente della Banca centrale europea interviene a Strasburgo e avverte l'Italia: il deficit è salito al 3%, servono 6,4 miliardi per rispettare i parametri Ue

Mario Draghi conferma la linea di politica monetaria adottata dalla Bce per far fronte alla crisi nera dell'area dei Paese euro: il costo del denaro, già portato ai minimi storici dal governatore, resterà a livelli molto bassi per lungo tempo, come è necessario per sostenere l'economia dell'eurozona. Draghi parla di fronte alla platea degli eurodeputati riuniti a Strasburgo. E promette una politica che possa spingere, o meglio sostenere quel poco di ripresa che inizia a intravedersi nelle economie degli Stati membri. A renderla possibile sono le aspettative di “un periodo di bassa inflazione”, rivista al ribasso all'1,1% per il 2014, grazie alla quale la maggiore immissione di di denaro non dovrebbe creare grossi problemi. E quindi la Bce ha deciso di lasciare il tasso d'interesse invariato allo 0,25%, che rappresenta il minimo storico dalla nascita dell'euro. Immutato allo 0,75% anche il tasso sui prestiti marginali e allo zero il tasso riconosciuto ai depositi delle banche presso la Bce. L'Eurotower, d'altronde, è pronta a utilizzare “tutti gli strumenti a disposizione” per garantire la stabilità dell'eurozona, soprattutto adesso che si intravedo i primi segnali di miglioramento e si stima un tasso di crescita positivo anche nel quarto trimestre dell'anno. I segnali sono incoraggianti, anche se i numeri non fanno di certo scintille: La Bce ha rivisto il Pil 2014 dell'eurozona al rialzo al +1,1% dall'1% stimato a settembre. invariata è la previsione di crescita per il 2013, pari al -0,4%. Secondo l'Eurotower il Pil dell'area della moneta unica, nel 2015, aumenterà dell'1,5%. Non molto in realtà, anche perché la disoccupazione nell'area dell'euro rimane alta. Sulle stime complessive, poi, pesano gli indicatori dei singoli Paesi. Come quelli dell'Italia, che ancora non riesce ad agganciare la ripresa. Il bollettino della Bce, pubblicato oggi, sottolinea proprio che nel nostro Paese il rapporto deficit/Pil atteso nel 2013 è del 3% contro l'obiettivo del 2,9%, e del 2,5% nel 2014 contro l'1,8% previsto dal patto di stabilità. E questo proprio perché il Pil è diminuito, facendo crescere il rapporto. Sono necessari 6,4 miliardi, stima la Bce, perché l'Italia possa evitare di cadere nell'inosservanza dei parametri. D'altronde, ha ricordato Draghi, non bastano le misure della Bce per uscire dal guado: “I governi devono fare le riforme” perché “le economie devono essere preparate affinché gli stimoli abbiano effetto”.

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