Economia

Alitalia, allarme dei sindacati: "Rischio esuberi"

Vigilia ad alta tensione in vista dell'incontro di domani tra l'azienda e i sindacati sul nuovo piano industriale varato dall'aviolinea.

Vigilia ad alta tensione in vista dell'incontro di domani tra Alitalia e sindacati sul nuovo piano industriale varato dall'aviolinea. Un appuntamento, quello di domani, che cade con la chiusura della "fase due" dell'aumento di capitale, che con il raggiungimento della soglia dei 225 milioni di euro (125 da parte dei soci e 100 milioni da parte delle banche), aprirà la strada, nella terza fase, all'ingresso di Poste, che si è impegnata a versare 75 milioni di euro, completando così l'operazione da 300 milioni di euro per il salvataggio della compagnia. Salvataggio che, dopo questa iniezione di liquidità, impone ora il decollo del nuovo piano industriale. E, domani, quasi a un mese dall'approvazione da parte del cda del 13 novembre scorso della revisione del business plan, si scoprono, finalmente, le carte. Dopo le prime indiscrezioni circolate già nelle scorse settimane su possibili tagli, alla vigilia dell'appuntamento, fissato per domani sera alle ore 18, è quanto mai alta l'allerta dei sindacati, che si oppongono a nuovi tagli di organico. Ad alimentarla è oggi l'ulteriore tam tam che parla di esuberi compreso tra 1.500 e quasi 2000 unità (un numero, questo, ridimensionato, comunque, rispetto ai 2.200 -2.300 di cui si era inizialmente parlato) e tagli alle retribuzioni superiori ai 40 mila euro lordi. Il piano presentato al cda dall'amministratore delegato di Alitalia, Gabriele Del Torchio, rivisto e corretto rispetto al quello presentato i primi di luglio, prevede «una severa riduzione dei costi» per migliorare la capacità di competere sul mercato. L'obiettivo, secondo i rumors, sarebbe quello di un giro di vite fino al 25%. Il piano punta, inoltre, ad accrescere l'efficienza nella gestione delle attività e prevede anche la riduzione del numero di aerei a medio raggio, con il mantenimento del numero delle ore volate rispetto al 2013 a un miglior utilizzo della flotta. I sindacati attendono, dunque, di vedere gli interventi nel dettagli e di sapere come si tradurranno in termini di impatto sull'occupazione. Ma su eventuali nuovi tagli non si transige: aspettiamo le mosse dell'azienda ma, confermano in casa Filt, ci opporremo a qualsiasi esubero. Il segretario nazionale della Uiltrasporti, Marco Veneziani, avverte, intanto, che sarà «una trattativa in salita molto difficile»: «non sarà facile - dice- far accettare i tagli di cui si parla nelle anticipazioni, soprattutto alle persone che hanno già fatto molti sacrifici per questa compagnia. Abbiamo notizie ufficiose su una realtà molto brutta». «Se dovessero essere confermate noi siamo sempre pronti alla mobilitazione però non è che così riusciamo a risolvere i problemi dell'azienda ed i problemi della gente. Dobbiamo vedere attentamente questo piano industriale che ci risulta di soli tagli», dice ancora Veneziani per il quale la cosa più preoccupante è il fatto che Alitalia, in questo momento, non ha strategie. Intanto, sono ormai chiusi i giochi del secondo step dell'aumento di capitale. Il traguardo della soglia minima dei 225 milioni è ormai alla portata dopo l'annuncio dell'arrivo di Antonio Percassi, che, attraverso la holding Odissea, aderirà all'aumento di capitale per un importo di 15 milioni. A questo punto, la parola passa alle Poste, il cui cda dovrà dare disco verde all'intervento da 75 milioni nelle prossime settimane.

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