Tra i Mercati Generali e la sponda sinistra del Tevere ancora oggi si può ammirare quello che fu il primo impianto pubblico di produzione di elettricità a Roma, la Centrale Montemartini. Passeggiando per gli ampi corridoi dell’ex centrale dell’Acea, oggi divenuta uno dei musei della Capitale, si è coinvolti in un suggestivo gioco di contrasti: accanto ai vecchi macchinari produttivi troneggiano capolavori della scultura antica e preziosi manufatti, nonché l’illustrazione dello sviluppo di Roma antica. E tutto ciò, oseremmo dire, non può che essere l’emblema visibile a tutti del profondo legame che unisce Acea e la città di Roma. Nei fatti, la loro storia insieme nasce in epoca un po’ più recente rispetto a quella delle meravigliose statue esposte nella centrale. Precisamente, siamo nel 1909, quando quella che fu l’Azienda Elettrica Municipale, per prima, porta nelle case dei romani l’energia elettrica. Gli anni trascorrono, i cambiamenti storici si susseguono e, alla fine della seconda guerra mondiale, l’AEM assume quello che oggi è il suo proprio nome, Acea, che, al tempo era acronimo di Azienda Comunale Elettricità e Acque e che, invece, dal 1989 significa Azienda Comunale Energia e ambiente. Già, perché dal dopoguerra anche l’acqua potabile che scorre per la Città Eterna è fornita da Acea: da quella dei «nasoni» che ancora oggi disseta i tanti turisti della Capitale (Acea ha realizzato un’App scaricabarile con la mappa di tutte le fontanelle del centro storico) a quella che arriva nelle case romane. Acea di passi poi ne fa tanti e velocemente: assume il servizio di depurazione, con un bacino di utenza di oltre 3.000.000 di abitanti ponendo così le basi per la gestione integrata di tutto il ciclo idrico, entra in borsa e nel 2000 cambia marchio e lancia una campagna istituzionale che coniuga la crescita economica con il rispetto dell’uomo e dell’ambiente. E proprio questi sono i valori che fanno grande ancora oggi questa azienda divenuta una società multiservizi, tanto che la Commissione Europea le ha riconosciuto l’adozione di criteri gestionali sostenibili e un agire imprenditoriale socialmente responsabile. Per il futuro Acea ha in mente di migliorarsi ancora: il Piano Industriale 2012-2016 prevede tra le principali linee strategiche il rafforzamento della posizione di leadership nel settore idrico in Italia e dell’eccellenza operativa nell’attività di distribuzione elettrica; l’implementazione dei progetti già avviati nell’area Ambiente e sviluppo di nuove iniziative; la focalizzazione sull’efficienza energetica e sullo sviluppo di nuove tecnologie (smart grid). Redditività, qualità e sostenibilità che insieme a innovazione, sviluppo, centralità del cliente, efficienza operativa e organizzativa sono i valori portanti dell’agire quotidiano dell’Azienda. E proprio per mettersi al servizio della città che le ha dato i natali, il gruppo Acea traduce questi valori, con i suoi oltre 7.000 dipendenti, in un impegno costante e in continua crescita.
La multiutility sostenibile che fa crescere la Capitale
Dalla storica Centrale Montemartini alla sfida «green»
