Telecom Italia è «solida» anche se viene descritta «erroneamente come un’azienda in profonda crisi economica». E «non necessita di interventi di salvataggio o di misure dirigistiche quali la nazionalizzazione o lo scorporo ex-lege della rete di accesso». Così l'amministratore delegato di Telecom, Marco Patuano, ha rassicurato sullo stato di salute della società telefonica. Patuano interviene in audizione per circa tre ore, cita le cifre del consensus 2013 degli analisti, e sottolinea che Telecom fattura 23,6 miliardi all'anno, di cui 16,2 in Italia, investe 4,4 miliardi e impiega 53 mila dipendenti. Dunque, aggiunge, i «parametri della struttura del capitale di Telecom sono superiori» a quelli del rating che S&P’s e Moody's gli attribuiscono. Patuano in audizione al Senato è entrato nel dettaglio del Cda del 7 novembre in cui è stato collocato il «convertendo» della società. Patuano ha difenso lo strumento del convertendo e affermato che Marco Fossati (terzo socio Telecom con il 5% del capitale) fu avvertito dell'operazione dal presidente di Assogestioni, Domenico Siniscalco che lo chiamò al telefono la sera stessa.
Telecom è solida Scorporare la rete non è necessario
Telecom Italia è «solida» anche se viene descritta «erroneamente come un’azienda in profonda crisi economica». E «non necessita di interventi di salvataggio o di misure dirigistiche quali la...