«Non c'è bisogno di fare aggiustamenti sui bilanci in corso». Il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, replica così, da Bruxelles, all’avvertimento arrivato dalla Ue. «Quello che la Commissione ci dice è che il debito è cresciuto e non c'era bisogno di Sherlock Holmes... – spiega – abbiamo già indicato quali sono i mezzi per rientrare: le privatizzazioni, la spending review e il rientro dei capitali». Ma Saccomanni non ci sta a essere messo sotto accusa dall’Europa: «C'è un chiacciericcio montante – dice – secondo il quale i paesi che sforano il deficit stanno meglio mentre noi ci autoflagelliamo. Non è affatto vero. Gli altri paesi hanno il debito che hanno e noi abbiamo il nostro. Io ho sempre detto che questa è la linea su cui tenere la barra dritta, che è una priorità». «Ogni volta che si parla di debito pubblico io dò la cifra dell'ammontare del debito in pagamento di interessi che grava su ogni cittadino italiano, dal neonato agli ultracentenari – aggiunge – Da parte del governo c’è la massima attenzione alla necessità di ridurre il debito e non mi stupisce che la Commissione abbia focalizzato i suoi commenti su questo aspetto, ma non bisogna trarre da questa attenzione sul debito la conclusione che ci sia stata una bocciatura o che l'Italia debba fare altre cose rispetto a quelle che sono già nella pipeline». Per quanto riguarda il piano di taglio della spesa il ministro spiega che «il meccanismo di spending review deve ottenere risultati misurabili con un taglio della spesa in punti percentuali e non in frazioni di punto. Io penso che 1 o 2 punti percentuali sono un punto di partenza». Infine Saccomanni affronta il tema del rientro dei capitali dall’estero. «Stiamo negoziando con la Svizzera, ci sono stati dei ritardi, ma ha un interesse genuino a sistemare il passato e il futuro. Il futuro sarà basato sullo scambio automatico dei dati». «Sul passato speriamo di riprendere – continua – il 28 viene a Roma il nuovo sottosegretario, incontrerà me, il dipartimento delle Finanze, il mio consigliere Ceriani e speriamo di dare una spinta». In parallelo, prosegue, «stiamo cercando di fare una modifica sulla normativa sul trattamento dei contribuenti che cooperano con il fisco che verrebbero trattati con buona considerazione e invece i non cooperanti per i quali ci saranno delle forme di penalizzazione». Da queste due azioni «sono fiducioso» che arriveranno «importi significativi».
Saccomanni replica alla Ue: «Non c’è bisogno di aggiustamenti»
Il ministro a Bruxelles: «Da parte del governo c’è la massima attenzione a ridurre il debito»
