Economia

«Sulla Stabilità si rischia di perdere un’occasione»

Leonardo Ventura La legge di stabilità, in iter parlamentare, è sottoposta alla prova di circa 3mila emendamenti. Ne parliamo con Marco Paolo Nigi (foto), segretario generale Confsal, quarta...

La legge di stabilità, in iter parlamentare, è sottoposta alla prova di circa 3mila emendamenti. Ne parliamo con Marco Paolo Nigi (foto) , segretario generale Confsal, quarta confederazione sindacale italiana. La Confsal ha chiesto a governo e parlamento una forte discontinuità politica. Risultati? L'esecutivo Letta è nato in un contesto politico complesso con lo scopo di rendere un "servizio" al paese. Per questo, ci aspettavamo azioni sul fronte della crescita, dell'occupazione e dell'equità. Soprattutto, speravamo che si superasse l'iniqua politica dell'eccessiva austerità e che l'emergenza fosse contrastata con coraggio. Il governo ha risposto con provvedimenti poco efficaci, come il bonus per le assunzioni dei giovani, e con una legge di stabilità che non affronta le vere questioni. Parlo di razionalizzazione della spesa pubblica e di contrasto all'evasione fiscale. Qual è la vostra posizione sulla spesa pubblica? La spesa pubblica si divide fondamentalmente in due parti, quella legata al mantenimento dell’apparato politico e amministrativo e quella delle retribuzioni del personale. Ebbene, è stata quest’ultima parte, quindi i pubblici dipendenti, a pagare quasi tutto il "peso" della crisi, dal blocco del rinnovo dei contratti, del turnover e delle retribuzioni accessorie alla dilazione delle liquidazioni di fine rapporto, ai tagli lineari e irrazionali agli organici, alla chiusura di molti uffici statali. Al contrario, i poteri forti della politica e del mondo economico-finanziario non sono stati toccati. Alla fine, la riduzione del costo della politica e le riforme istituzionali sono rimaste sulla carta, il sistema degli acquisti da parte della p.a. resta fuori controllo, mentre continuano a mancare un quadro normativo per le concessioni e una seria valutazione del rapporto costo/qualità delle esternalizzazioni e delle consulenze, per lo più inutili e clientelari. Ma una seria spending review non può essere fatta solo da tagli lineari sulle spese del personale ignorando l'introduzione del principio del fabbisogno standard e del costo standard per tutte le altre spese. E sull'evasione fiscale? In parlamento non c'è stata la tanto annunciata corsia preferenziale per approvare la legge-delega sulla riforma del fisco entro il 31 dicembre. Un fatto grave che non abbiamo mancato di denunciare perché si sarebbe così rafforzata la lotta all’evasione fiscale. Tornando alla legge di stabilità qual è la sua valutazione sulla proposta governativa e sui possibili emendamenti? La proposta contiene idee apprezzabili che non potranno diventare efficaci interventi legislativi perché il governo non ha avuto il coraggio di trovare le risorse per defiscalizzare le retribuzioni, le pensioni e le imprese virtuose e per rinnovare i contratti del settore pubblico. Con il risultato che l'attuale livello del potere di acquisto di retribuzioni e pensioni non potrà stimolare la ripresa dei consumi e le imprese non investiranno nella prospettiva di un possibile sviluppo aziendale. Quanto ai primi esiti dell'iter parlamentare, temiamo che si vada verso un'altra occasione perduta.

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