«La situazione in Libia e le relative conseguenze sulla produzione di idrocarburi non rappresentano un rischio di crisi per l'economia italiana». Ad affermarlo è l'ad di Eni, Paolo Scaroni, nel corso della trasmissione Hard Talk della Bbc. Il petrolio libico, sottolinea Scaroni, «lo rimpiazziamo facilmente e per quanto riguarda il gas è vero che la Libia rappresenta il 12% delle importazioni italiane ma abbiamo talmente tanto gas da altre fonti che non vedo problemi per il futuro. Ci è già successo di passare un inverno senza il gas libico senza particolari problemi». La situazione in Libia, rileva l'ad di Eni, «non è un problema per l'Italia ma certamente è un problema per Eni che nel Paese sta perdendo produzione: si tratta comunque di una parte relativamente piccola della nostra produzione complessiva e troveremo il modo di rimpiazzare questa perdita». In Libia, che rappresenta circa il 12% della nostra produzione totale di Eni, quest'anno «stiamo producendo indicativamente il 60% di quanto avremmo dovuto produrre. Oggi la situazione sta peggiorando ma abbiamo ragioni per essere ottimisti per il futuro. La Libia resta un Paese molto ricco con una popolazione poco numerosa e non posso credere che i libici non troveranno la strada per vivere pacificamente in un Paese così ricco che potrebbe essere un altro Kuwait o un altro Qatar».
Scaroni: «Da crisi libica nessun rischio per l’Italia»
L’ad di Eni rassicura sull’approvvigionamento di petrolio
