«Caro direttore, leggo l’articolo di Sergio Rizzo del primo novembre e penso che doveva essere datato 2 gennaio 2009. Purtroppo invece i lettori del Corriere della Sera lo hanno letto il primo novembre 2013 in un momento molto delicato per Alitalia, in cui certo non c'è bisogno di ricordare episodi estranei a questa gestione. I racconti di grattacieli sontuosi, di stanze d’albergo pagate e non occupate, di biglietti regalati e di privilegi elargiti sono tutti riferiti ai vecchi fasti di un’Alitalia pubblica ahimè fallita nel 2008, e sia le nostre persone che le varie caste sanno bene quanto di privilegi e di sprechi non ce ne sia più per nessuno e che le richieste di vantaggi ad personam che ancora arrivano si schiantano contro il muro di gomma di una rigidissima policy». Lo ha scritto in una lettera inviata al direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno. «Anche a danno di blasonati giornalisti che, non immagina nemmeno quanti, continuano a chiedere piccoli e grandi favori, mi si dice dall’azienda - continua Colaninno- Per carità, nulla di grave, ma richieste che sono lo specchio di una società che il giornale da Lei diretto farebbe bene a stigmatizzare. L’articolo ci amareggia perché dimostra come i luoghi comuni siano duri a morire anche per i grandi giornalisti: chiunque conosca la nostra storia sa che per Alitalia Cai, dal gennaio 2009, si può forse dibattere di eventuali errori strategici e di peccati originali, ma tutta la comunità finanziaria ci riconosce un’efficienza di costi, un cask (costo per chilometro, l’indicatore principe per le compagnie aeree) a livello delle best practice mondiali. E da parte mia le assicuro una condotta etica all'interno dell'Azienda, sconosciuta sino al nostro arrivo». «Alitalia e tutte le sue persone non ci stanno e vogliono ribadire che quanto raccontato non appartiene alla storia dell’Alitalia nata nel 2009 -conclude Colaninno-. Mi sarei aspettato un più chiaro distinguo, grattacieli o meno».
Alitalia di grattacieli e biglietti gratis non c’è più
«Caro direttore, leggo l’articolo di Sergio Rizzo del primo novembre e penso che doveva essere datato 2 gennaio 2009. Purtroppo invece i lettori del Corriere della Sera lo hanno letto il primo...
