Economia

Letta in pressing su Telecom Oggi Telefonica a Palazzo Chigi

Ieri l’incontro con l’ad Patuano: si è parlato di tutto. Anche di rete

Entra nel vivo la trattativa tra il governo e i soci di Telecom Italia per capire come difendere gli interessi strategici connessi alla rete di comunicazione evitando strappi con gli attuali soci esteri, gli spagnoli di Telefonica che hanno confermato l’intenzione di salire nella partecipazione azionaria di Telco ( la holding di controllo del colosso telefonico». Ieri il premier Letta ha incontrato l’ad di Telecom, Marco Patuano. Un’ora di colloquio definito cordiale dallo stesso ad: «Abbiamo analizzato la situazione molto bene e a 360 gradi e abbiamo parlato di come vediamo il futuro su investimenti e occupazione». Oggi sarà la volta di Cesar Alierta, presidente di Telefonica. Al termine di questo round di appuntamenti, si capirà la posizione del governo sui due punti essenziali: lo scorporo della rete e la riforma della legge sull’Opa. In entrambi i casi sono interventi assai poco graditi agli spagnoli. Telefonica, infatti, non ha fatto mistero di ritenere i sistemi di trasmissione una parte essenziale dell’attività. E a supporto di questo vale la circostanza che nessuno degli altri ex monopolisti europei si è privato delle reti. Così secondo quanto risulta dalle indiscrezioni, il nuovo piano industriale di Telecom, che sarà esaminato all’inizio del mese prossimo, non prevede lo scorporo. Ancora più indigesta per Madrid è la riforma dell’Opa che verrebbe fatta proprio per sbarrare l’avanzata spagnola. Patuano non è comunque entrato nei dettagli né ha svelato se si è parlato anche di scorporo della rete, utilizzo della golden power o modifica alla legge sull’Opa con l’introduzione di un concetto di «controllo di fatto» anche sotto la soglia del 30%, che potrebbe far scattare l’offerta obbligatoria. L’incontro di oggi tra Letta e Alierta è invece la chiave per chiarire le intenzioni degli spagnoli dopo i nuovi accordi intervenuti in Telco che assegnano a Telefonica la facoltà di diventare il nuovo azionista di riferimento. Il tutto in vista del cda che si riunirà il 7 novembre e che potrebbe essere un’opportunità per Patuano per fornire un aggiornamento sulle misure non organiche per ridurre il debito del colosso delle tlc (non dovrebbe esaminare la vendita di Tim Brasil, dovrebbe confermare 3 miliardi d’investimenti in Brasile e discutere anche di aumento di capitale di dimensioni ridotte). Il consiglio potrebbe anche presentarsi dimissionario alla riunione del 7 novembre. Su questo punto Tarak Ben Ammar, consigliere di Telecom Italia , ieri è stato vago. «È difficile avere opinioni sui se o sui ma, sono speculazioni che ho letto. Io ci tengo a stare in Telecom».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.