Cambia il volto del "potere" italiano. Almeno per come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi. Dopo la fine del patto di sindacato di Rcs, anche Mediobanca è pronta a dire addio all'accordo di blocco che, attualmente, vincola circa il 38% del capitale. Da quanto si apprende i grandi azionisti di Mediobanca stnno valutando l'ipotesi di passare a un accordo di consultazione, più leggero "con una riduzione del vincolo sulla disponibilità delle azioni depositate". Apartire da gennaio il patto scenderà a rappresentare il 30,05% del capitale. A questo punto - secondo quanto viene riferito da fonti finanziarie - dai prossimi giorni e prima di fine anno ci sarà un giro di consultazioni tra gli azionisti per valutare le modifiche al testo dell'accordo. Tra le altre cose, si sta valutando anche l'abolizione delle tre categorie di azionisti (oggi nel gruppo 'A' ci sono le banche, nel 'B' gli industriali e nel 'C' i soci esteri). Si tratta di indicazioni che, al momento, vedono d'accordo quasi tutti i soci rimasti. Vincent Bollorè, unico rimasto nel gruppo 'C', non ha al momento fatto richiesta formale di salire oltre il 6%; l'eventuale ingresso di nuovi soci esteri, secondo quanto si apprende, sarebbe visto con favore. Al momento non sono fissate riunioni del patto di sindacato prima di fine anno e il primo incontro in agenda è per febbraio.
Mediobanca, patto di sindacato addio
I grandi azionisti starebbero valutando la possibilità di passare ad un accordo di consultazione "più leggero"
