L’infida clausola è spesso riportata tra le condizioni scritte a carattere piccolo piccolo, sempre a pié pagina. Perché chiudere le utenze, per andare verso un operatore più conveniente, è procedura lunga, faticosa e soprattutto costosa. Siamo sempre lì, facile entrare e difficile uscire. Quanto spendiamo? Fino a un totale di 200 euro, sommando telefono, Internet, tv satellitare, gas e elettricità, secondo il quadro che riporta l’AgCom, l’agenzia che controlla le tariffe. Per farci i conti in tasca, 40 euro vanno alla recessione dell’Enel gas, 65 invece per il gas di Edison e 23 per elettricità, Eni è la più cara con 50 e 52 euro. Le televisioni a confronto sono a buon mercato, paga 11,53 euro chi vuole uscire da Sky, ed è ancor meno pretenziosa Mediaset Premium con 8,34 euro (previa restituzione però dell’eventuale sconto ottenuto). Ma c’è un comparto in cui le cose inaspettatamente cambiano, ed è quello di telefonia e ADSL, almeno secondo quanto sostiene uno studio di SosTariffe.it. È vero che mediamente per uscire da una linea telefonica e internet, si spendono 40 euro con Telecom e Vodafone, già meno con Tiscali che vuole tra i 35 e 43 euro se si cambia, mentre se si cessa 74-84 euro, Fastweb ha i costi più alti, da 51 a 95 euro. Eppure, dicevamo, qualcosa è cambiato. Vediamo meglio: negli ultimi sei anni gli italiani hanno speso sempre meno per telefonia e internet. E non per effetto della crisi o per i minori consumi, ma secondo i dati che pubblica l’osservatorio Sos.Tariffe, il risparmio è dovuto al calo delle tariffe e soprattutto alle promozioni che vengono applicate a chi cambia operatore. La prima buona notizia è che oggi, rispetto al 2006, si paga circa dieci euro in meno il prezzo medio del canone mensile, suppergiù 40 euro anziché 50. La seconda buona notizia, sempre secondo i dati raccolti dal Sostariffe.it, è che il risparmio ottenuto dalle promozioni dell’ADSL scontata è aumentato del 73% rispetto al 2012. Per Giuliano Messina, direttore di SosTariffe.it, la situazione si è così completamente ribaltata rispetto alle altre utenze che invece negli ultimi anni sono aumentate del 30/40 %. E oggi cambiare utente telefonico giova, perché le tariffe promozionali che si attivano al cambio operatore offrono più garanzie. Per esempio hanno una durata molto più estesa, da nove mesi passano a quasi tre anni (precisamente a 34,54 mesi, che comporterebbe un risparmio di 345 euro rispetto ai cambi effettuati nell’anno precedente) e appaiano il servizio di telefonia con quello di rete internet fissa. È proprio il passaggio da un operatore ad un altro , dicono a SosTariffe.it, a contrarre in maniera significativa il canone medio mensile del doppio servizio. E il risparmio potrebbe arrivare a 465 euro alla fine della promozione, un terzo in meno rispetto a chi rimane fedele al proprio operatore. Purtroppo quest’anno sono diminuiti del 33% i fautori di cambio operatore. Vuoi perché la concorrenza è tanta, le promozioni pure, fatto sta che il cliente si trova disorientato, in pausa da troppe informazioni. Ma forse è giunto il momento di ripensarci.
La telefonia costa meno ma gas e luce crescono
Cambiare operatore fa bene al portafoglio Le troppe offerte confondono il consumatore
