Torna la solita manovra a base di aumenti dei carburanti. Nella bozza all’esame del Consiglio dei ministri per portare il deficit sotto il 3%, è prevista una svantagliata di rincari di imposte. Smentito fino alla vigilia, torna l’aumento delle accise dei carburanti pari a 3,3 centesimi al litro a partire dal 1° gennaio prossimo e fino al 31 gennaio 2015. In pratica, la benzina costera 6,5 centesimi al litro in più. Non solo, l'acconto sull'Ires passa dal 101 al 103%: in base ai calcoli del Tesoro, per il 2013 il maggior gettito è di 534,4 milioni e di 28,4 milioni per le addizionali. In rialzo anche gli acconti Irap che dovrebbe comportare un maggior gettito di 327,2 milioni per il 2013. La manovra, di 9 articoli, oltre a ridurre il deficit ha l’obiettivo di finanziare la cassa integrazione in deroga e il fondo per l'immigrazione. Dopo la tragedia di Lampedusa, torna alla ribalta il problema degli immigrati e l'esecutivo ha cosi' deciso di stanziare un Fondo da 190 milioni per il 2013 ma anche un aumento di 20 milioni per il Fondo per l'accoglienza di minori stranieri non accompagnati. Nel provvedimento, infine, figurano altre misure tendenti alla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblici e alla semplificazione del processo di alienazione di tali immobili e un indennizzo per le imprese impegnate nei lavori della Tav. Immediata però è arrivata la smentita del ministro Franceschini: non ci sarà alcune aumento fiscale. Foto: il ministro dell’Economia Saccomanni)
Manovra, rispunta l’aumento della benzina
Nella bozza del decreto si prevede un incremento di 6,5 cent in più al litro. Per le imprese acconto Ires e Irap più salatiMa il ministro Franceschini smentisce
