Economia

«L’alleanza Usa-Ue non è in discussione»

Michele Pierri Le turbolenze politiche ed economiche non incrinano la "special relationship" tra Italia e Stati Uniti. Ad unire le due sponde dell’Atlantico, sempre più "stretto" negli ultimi anni,...

Le turbolenze politiche ed economiche non incrinano la "special relationship" tra Italia e Stati Uniti. Ad unire le due sponde dell’Atlantico, sempre più "stretto" negli ultimi anni, sono le visioni comuni su temi come sicurezza, terrorismo, energia, climate change. La Nato e l’Ue sono le cornici dentro cui il nostro Paese può far valere scelte politiche e posizione geografica, sempre più determinanti per fronteggiare le minacce del futuro. A crederlo è Barry Pavel vice presidente e direttore del Centro per la Sicurezza Internazionale «Brent Scowcroft» di Atlantic Council, intervistato a margine dell'incontro "Stati Uniti e Italia, dall’Atlantico al Mediterraneo", seminario a porte chiuse organizzato da Formiche in collaborazione con l'ambasciata Usa in Italia. Mr. Pavel, che sfide possono affrontare insieme Usa e Italia oggi, considerato il nuovo scenario internazionale? Molto è cambiato dalla caduta del Muro di Berlino, ma il ruolo del vostro Paese rimane centrale. Ad essere mutate sono solo le minacce che la Nato e quindi anche Italia e Usa devono affrontare. Io credo che la Penisola possa essere oggi per l'Alleanza Atlantica quello che il Fulda Gap fu durante la Guerra Fredda. Il Nord Africa e il Medio Oriente sono aree molto instabili, dalle quali provengono molte problematiche che la Comunità Transatlantica sta affrontando: terrorismo, armi di distruzione di massa, flussi di rifugiati, crisi energetiche, questioni di sicurezza. In questo senso, l’Italia è un alleato straordinario per collocazione geografica, conoscenze culturali, capacità di difesa dimostrate nel suo ruolo guida in Libia. L’Italia è molto più importante ora per gli Stati Uniti e per la Nato di quanto non lo fosse cinque o dieci anni fa. Molti osservatori commentano però che la rivoluzione di shale gas e shale oil stia allontanando gli Usa dall'Europa mediterranea. Che ne pensa? Credo non sia corretto. Il fracking è rivoluzionario e importante per gli Usa e può costituire un forte potere di mediazione, ma non vuol dire che Washington e la Nato possano disinteressarsi di ciò che accade in MO, perché viviamo in un mercato globale dell'energia, di cui le riserve americane rappresentano solo una minima parte. Ma non solo. Il petrolio non è l'unico motivo per cui gli Stati Uniti impegnano le proprie forze nella regione, non lo è mai stato. Come è vista oggi l'Italia oltreoceano? Ritengo che le relazioni tra Usa e Italia siano estremamente forti, più che con qualsiasi Stato europeo, almeno in questo momento. È una collaborazione che va oltre l'aspetto puramente pragmatico. Tra noi c'è una condivisione di valori e obiettivi. C'è compresione per i problemi italiani. È per questo che gli Usa chiedono all’Europa un impegno politico più forte? Tra Usa e Ue c’è una collaborazione crescente, perché - come sottolineato da Obama - l'Europa è considerata un "catalizzatore di azione globale" su temi come Afghanistan, Libia. Intensificare la cooperazione economica, commerciale e politica tra le due sponde dell'Atlantico può rafforzarci reciprocamente.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.