Economia

Governo senza soldi. L’America chiude

Il Congresso nega i fondi per la riforma sanitaria: 800 mila statali a spasso Obama: tornerete presto al lavoro. Uffici bloccati. Salario solo ai soldati

Al Congresso americano il miracoloso compromesso auspicato da Barack Obama non c’è stato: alla mezzanotte ora di Washington, le sei di ieri mattina in Italia, è scattato lo «shutdown», il blocco parziale delle attività dell’amministrazione federale Usa. Si tratta di una misura che significa lasciare a casa 800.000 lavoratori statali e la chiusura di musei, monumenti-simbolo come la Statua della Libertà, sportelli ministeriali e 401 parchi naturali. Dietro lo stallo, c’è lo scontro su Obamacare. I repubblicani erano decisi a negare i fondi alla riforma sanitaria del presidente, entrata in vigore proprio ieri, se non ci fosse stato un rinvio di un anno per l’applicazione. Un diktat irricevibile per i democratici. «Il Congresso», ha affermato Obama in un video destinato alle Forze Armate, «malauguratamente non ha adempiuto le proprie responsabilità». Poi ha scritto una lettera aperta ai dipendenti pubblici Usa, sostenendo che lo shutdown era «assolutamente evitabile» ed è ingiusto. «Continuate a svolgere i vostri servizi in un clima politico che, spesso in questi anni, vi ha visti trattati come un punching bag», un sacco da boxe, ha osservato. Poi nella stessa lettera pubblicata sui siti web degli uffici governativi ha ribadito il pieno appoggio alle istanze dei dipendenti pubblici e ribadito il suo appoggio. «Continuerò a fare tutto quello che è in mio potere perché la Camera dei Rappresentanti permetta al nostro governo di riaprire il prima possibile e per assicurare che voi riceviate lo stipendio». Le prime reazioni dei mercati sono state contenute, nonostante l'ultimo «shutdown», risalente a 17 anni fa, sia costato due miliardi di dollari: il dollaro ha perso lo 0,2% sulle principali valute di riferimento e Wall Street ha aperto addirittura in lieve rialzo. Il direttore del Bilancio della Casa Bianca, Sylvia Mathews Burwell, ha ordinato alle agenzie federali d’intraprendere la chiusura «per mancanza di fondi» appena dieci minuti prima che il governo Usa rimanesse ufficialmente con le casse vuote. Non è chiaro quanto a lungo potrà o dovrà protrarsi lo «shutdown». Burwell ha sollecitato il Congresso ad approvare al più presto un bilancio di esercizio provvisorio, onde permettere ai dicasteri di riprendere a funzionare. Chuck Hagel, capo del Pentagono, ha accusato le due camere del Congresso di «completa irresponsabilità» per il mancato compromesso, nonostante il personale militare sia stato risparmiato dalla scure finanziaria: norme di emergenza, promulgate da Obama hanno infatti messo al sicuro fondi sufficienti per garantire l’ininterrotto pagamento degli stipendi a 1 milione e 400.000 dipendenti in divisa. Si stima però saranno circa 400.000, la metà del totale, i dipendenti civili costretti a tornarsene a casa. «La nube oscura dell’incertezza», ha tuonato Hagel da Seul, «getta un’ombra sulla nostra credibilità presso gli alleati».

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