Fuori l’ad Enrico Cucchiani, messo delicatamente alla porta per diversa visione con il dominus di Intesa SanPaolo, Giovanni Bazoli, arriva alla plancia di comando della banca di Ca’ de Sass, Carlo Messina. Niente da fare per l’ex Corrado Passera, bloccato dall’impossibilità di ricoprire incarichi per un anno dopo la sua presenza nel governo Monti. Per Messina si apre una missione che avrà come obiettivo il potenziamento del retail, la cura del mercato domestico senza rinunciare all'internazionalizzazione e l’attenziona del dossier delle partecipazioni: da Rcs ad Alitalia, senza dimenticarsi di Telco-Telecom. Il suo debutto internazionale come numero uno della banca è previsto per l'incontro annuale di Fmi e Banca mondiale che si apre l'11 ottobre a Washington. E la prima mossa sarà quella di tranquillizzare proprio i mercati con una linea che sembra già essere tracciata dallo stesso istituto: cambio di manager per garantire «un maggior grado di incidenza sulle dinamiche operative aziendali e di raccordo delle azioni strategiche e gestionali, al fine di accelerare l'effettiva realizzazione delle potenzialità del gruppo» Il nuovo amministratore delegato dunque, partirà proprio dalla riorganizzazione della Banca dei Territori di cui dovrebbe restare responsabile. Il percorso, avviato nei mesi scorsi, dovrebbe prevedere un processo di semplificazione della catena di comando, così come delle attività. Ma non solo. Seguendo la rotta indicata ai sindacati dovrebbe essere ridefinita anche la struttura organizzativa. Si dovrebbe dunque continuare con il piano di riduzione delle filiali. Gli sportelli da chiudere dovrebbero essere 632 nei prossimi due anni, su un totale di circa 6700. Un tema che il nuovo ad conosce bene, essendo responsabile della banca retail da 4 mesi. In una delle sue ultime dichiarazioni, lo scorso luglio, Messina aveva sottolineato che dal dicembre 2010 al maggio scorso il totale crediti del Gruppo in Italia era sceso da 310 a 305 milardi mentre nello stesso periodo gli impieghi a pmi e famiglie erano cresciuti da 227 miliardi a 232, pari al 17% del Pil. «Intesa SanPaolo ha in portafoglio 60 mld di titoli di Stato italiani. La nostra decisione è stata di investire in titoli di Stato italiani perché questi titoli presentano interessanti rendimenti e perché noi crediamo nel nostro Paese».
Al comando di Intesa arriva Messina
Fuori Cucchiani il nuovo capoazienda deve rilanciare il mercato interno
