Con l'attuale normativa non sarebbe possibile imporre il lancio di un'opa a Telefonica su Telecom. Lo ha chiarito il presidente della Consob Giuseppe Vegas nel corso di un'audizione al Senato. «L'attuale normativa italiana lega l'obbligo di opa al superamento del 30% del capitale con diritto di voto, indipendentemente dal fatto che alla partecipazione acquisita corrisponda una situazione di controllo della società quotata», ha spiegato. «Solo quando i poteri di governance» di Telefonica su Telecom saranno effettivi la Consob potrà fare delle verifiche sul riassetto. «Al momento non abbiamo strumenti per intervenire». Vegas ha poi sottolineato che «ha poco senso drammatizzare il contrasto tra stabilità e contendibilità del controllo». Si tratta «di proseguire pragmaticamente con lo spirito di trovare il giusto equilibrio che la normativa dell'opa deve necessariamente contemperare» tra le i vari interessi in gioco: quello pubblico, quello degli azionisti di minoranza e quello degli investitori. Vegas ha spiegato che «la normativa opa è allineata a quella europea ma potrebbe essere modificata solo con un intervento legislativo». Comunque se la modifica fosse realizzata nell'anno in corso «non avrebbe un effetto retroattivo» sul caso di Telecom Italia. Infatti, rileva Vegas, solo a partire dal 1° gennaio 2014 o dalla data successiva in cui saranno ottenute le necessarie autorizzazioni Antitrust «potrebbe ipotizzarsi l'acquisizione da parte di Telefonica di una partecipazione rilevante in Telecom». Solo da quel momento infatti le azioni Telco sottoscritte da Telefonica acquisiranno il diritto di voto conferendo il controllo di diritto della società. Ma «è chiaro - avverte Vegas - che se cambio le regole durante la partita faccio una figuraccia e gli altri non vengono più a giocare da me». Vegas ha anche ribadito che «non si può avere paura degli stranieri e chiedere contemporaneamente soldi stranieri. Il tema è se l'azienda funzionerà meglio o sarà cannibalizzata». La Consob sta effettuando verifiche sul prezzo pagato da Telefonica ai soci italiani. «Il prezzo pagato è di circa 1,1, quasi il doppio rispetto alla quotazione. Incorpora -aggiunge- un sovrapprezzo». Vegas precisa che «un soggetto è libero di pagare il prezzo che vuole» e su questo «sembra razionale pensare che dietro potrebbe esserci un'acquisizione del controllo».
Telecom, la Consob frena sull’opa
Il presidente Vegas: sotto il 30% non c’è nessun obbligo per Telefonica. Non si può avere paura degli stranieri e poi chiedere loro soldi
