Ci sono migliaia di posti di lavoro che rischiano di saltare e sacrifici in vista per azionisti e soci del Monte dei Paschi. Ma la burocrazia, che in Italia è onnipresente. È stata capace di inserirsi nel bel mezzo del cda della banca senese. Sono mancati documenti dell’iter formale che la Commissione europea sta portando avanti con il ministero dell’Economia per la concessione dei Monti bond è stata la motivazione formale. Così i consiglieri guidati dall’ad Fabrizio Viola e dal presidente Alessandro Profumo sono stati costretti a fermarsi e a rinviare a data da fissarsi la riunione. Stop per ora dunque al piano di ristrutturazione, a causa della necessità di completare l'iter formale da parte della Commissione Europea. «Pur essendo terminati i lavori tecnici di messa a punto dello stesso, non è stata finalizzata la fase formale istruttoria tra Ministero dell'Economia e delle Finanze e Commissione Europea» ha spiegato in burocratese una nota di Siena. Non è stato chiarito cosa mancasse e che tipo di ostacolo i consiglieri abbiano trovato di così insormontabile da giustificare il posticipo. Le illazioni su screzi e mancati accordi tra le diverse anime del cda non hanno trovato alcun riscontro. Così giusto per riempire il verbale il cda di Mps ha cooptato in consiglio un membro non indipendente, Béatrice Derouvroy Bernard, «la quale, dopo aver rivestito importanti ruoli manageriali nell'ambito delle società del gruppo Axa, tra cui quello di Direttore della Greater Paris Region di Axa France, assumerà la carica di Direttore Generale di Axa Mps Assicurazioni Vita ed Axa Mps Assicurazioni Danni, nonché di consigliere di Axa Mps Financial». «Il nuovo consigliere - ha meglio precisato la banca senese - subentra a Frédéric Marie de Courtois D'Arcollières, il quale, in seguito alla sua nomina quale amministratore delegato di Axa Assicurazioni e alle sue nuove responsabilità quale manager di riferimento per Axa in Italia, non può mantenere la carica nel consiglio di amministrazione di Banca Mps». A tagliare sul nascere le possibili dietrologie è stato comunque l’ad Viola che al termine del consiglio ha spiegato cosa non è andato nel verso giusto. «Ci sono dei dettagli da mettere a posto. È un processo complesso da compiere con tanti soggetti istituzionali. L’operazione nella sostanza è condivisa e concordata» ha puntualizzato Viola che ha aggiunto «C’è uno slittamento. C’è una questione di dettagli che fanno la loro parte». Il piano portato al consiglio si incardina su un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro da reperire sul mercato. Andrà poi anche ridotta l'attuale esposizione ai Btp oggi pari a 23 miliardi. Queste sono le due condizioni poste dalla Ue per dare il suo via libera ad un piano che ingloba anche 4 miliardi di Monti-bond i cui soli interessi verso lo Stato da dicembre diventeranno pesantissimi: 1 milione di euro al giorno. Inevitabili tagli a personale e filiali, rilancio dell’internet banking
La burocrazia rallenta il piano di Mps
Manca un documento tra il Tesoro e Bruxelles e il cda di Siena si ferma
