Il risiko del settore della telefonia non è ancora effettivamente partito in Europa. Ma il mercato, che arriva sempre prima di tutti, ha fiutato che il processo di consolidamento delle tlc è ormai alle porte. Così nonostante i report considerino «insostenibile» l’attuale assetto finanziario di Telecom Italia, la speculazione non si è tirata indietro. E forse osando anche troppo ha comprato titoli dell’ex monopolista a piene mani. Risultato: ieri un ulterriore allungo in chiusura per Telecom Italia in Borsa. Il titolo, tonico fin dalla mattinata, tanto da finire in asta di volatilità nel pomeriggio, ha chiuso in rialzo dell’8,39% a 0,6070 euro, sotto il massimo intraday di 0,614 euro, toccato intorno alle 15. Boom di scambi con 555 milioni di pezzi passati di mano, oltre cinque volte la media di seduta degli ultimi trenta giorni e pari al 4,14% del capitale votante. A spingere gli acquisti anche le ipotesi di stampa su cambiamenti nell’azionariato di Telecom Italia. Che sono «le più disparate in questo periodo di grande movimento e processo di concentrazione in corso» ha detto il presidente Telecom Franco Bernabè a Bruxelles, sottolineando che «se qualcosa deve essere deciso lo si farà nei luoghi e tempi appropriati, e cioè a partire dal cda del 19 settembre». «Oggi (ieri ndr) in particolare, la stampa italiana riferisce di un possibile aumento di capitale riservato all'imprenditore egiziano Naguib Sawiris. Bernabè ha aggiunto che «il settore è frammentato» e per questo è in corso un «processo di concentrazione» ma per quanto riguarda Telecom Italia «tutto quello che ci sarà da dire verrà detto nei luoghi più appropriati, cioè il consiglio di amministrazione di Telecom e tutti i consigli dei prossimi mesi a partire da quello del 19 settembre». Insomma né conferme né smentite. Ma a motivare gliacquirenti anche la possibile evoluzione della società nel futuro quando per abbattere il debito, Telecom Italia potrebbe mettere la rete fissa in una scatola separata e accettare nuovi soci nella sua gestione. Uno dei quali è la Cassa Depositi e Prestiti per la quale le telecomunicazioni sono un «settore chiave» ha detto ieri l’ad Gorno Termpini. «Cdp intende continuare con il proprio piano di investimenti» ha aggiunto l’ad dell’ente pubblico.
Telecom Italia corre ancora in Borsa
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