L’ad della Fiat, Sergio Marchionne, fa il primo passo per sbloccare l’impasse che, nelle fabbriche del Lingotto, si è creata dopo la sentenza della Consulta che ha imposto al gruppo automobilistico di aprire le porte anche ai rappresentanti della Fiom-Cgil. Una querelle che dura da quando l’ala dura delle «tute blu» non ha sottoscritto il nuovo contratto applicato nelle nuove linee produttive. Ieri da Torino è arrivato il primo segnale di distensione dopo il muro contro muro che ha opposto le parti nei tribunali. Fiat ha infatti accettato, inviando una lettera all’organizzazione dei lavoratori, la nomina di rappresentanti sindacali aziendali della Fiom-Cgil a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 23 luglio scorso. «In questo modo - ha spiegato il Lingotto - l’azienda intende rispondere in maniera definitiva a ogni ulteriore strumentale polemica in relazione all’applicazione della decisione della Suprema Corte». Distensione condizionata perché «in ogni caso, come peraltro suggerito anche dalla Corte Costituzionale- ha aggiunto Fiat -un intervento legislativo è ineludibile: la certezza del diritto in una materia così delicata come quella della rappresentanza sindacale e dell’esigibilità dei contratti è una condicio sine qua non per la continuità stessa dell’impegno industriale di Fiat in Italia». La palla passa ora al legislatore. Ma l’arrivo del provvedimento non sarà semplice. «La richiesta di una legge sulla rappresentanza sindacale è un obiettivo rapidamente raggiungibile» ha detto il il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano. Non così per l’ex ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, per il quale «una legge per le relazioni industriali è pericolosa». Intanto Maurizio Landini, leader Fiom ha esultato: «La Fiom rientra in fabbrica dalla porta principale» Quanto all’azienda ieri sono usciti i dati di vendita di Fiat Group Automobiles che, ad agosto, ha immatricolato in Italia 15.711 nuove vetture, con una flessione del 6,05% rispetto alle 16.723 di un anno fa. Ad agosto la quota di mercato in Italia si è però attestata al 29,65%, in miglioramento di 0,2 punti percentuali rispetto all'anno scorso e di 0,4 punti percentuali rispetto a luglio 2013. Nei primi otto mesi dell’anno le vendite sono state oltre 260 mila (il 10,4% in meno rispetto al 2012) per una quota del 29,2 per cento, in calo dello 0,45% rispetto ai primi otto mesi dell'anno scorso.
I sindacalisti Fiom rientrano in Fiat
Sì del Lingotto ai duri Cgil, ma serve una legge sulla rappresentanza
