Economia

Mps, ancora scontro per il presidente della Fondazione

Flop della riunione di cinque ore In pole position Pizzetti

Ancora una fumata nera alla Fondazione Mps sulle nomine per il presidente e per i quattro componenti della deputazione amministratrice. La deputazione generale riunitasi ieri mattina per la terza volta, dopo una discussione di cinque ore, non ha trovato alcun accordo. Tutto è stato rinviato e aggiornato ad altra data. Intanto continua ad essere in pole position Franco Pizzetti, ex presidente dell’Authority della Privacy. Sergio Betti, componente della deputazione generale, è tornato a sponsorizzarlo prima dela riunione sottolineando che è «il nome migliore tra quelli che girano». Pizzetti, sarebbe appoggiato anche dal sindaco di Siena, Bruno Valentini. Ma ci sono altre candidature: una è l’economista della Luiss Marcello, studioso di teorie monetarie e di governance bancaria oltre che autore di numerosi libri Messori. L’altra è quela del giurista bolognese Renzo Costi tra i massimi esperti di diritto commerciale, ex magistrato e consigliere di amministrazione dell’Eni e regista di alcune importanti operazioni di ristrutturazione e concentrazione del sistema bancario italiano. In pista anche l’ex vicedirettore generale della Banca d’Italia Pierluigi Ciocca mentre nei giorni scorsi era spuntato il nome di una donna, Antonella Mansi, classe 1974 imprenditrice del settore chimico, un lungo curriculum alle spalle tra cui la presidenza della Confindustria Toscana dal gennaio 2008 al dicembre 2011 e componente il Direttivo nazionale di Confindustria. Ieri sul tema è intervenuto il vicecapogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri che ha lanciato una raffica di domande polemiche sulla getsione di questa tornata di nomine. «Ma con quel che è successo al Monte dei Paschi di Siena non dovrebbero dire qualcosa diverse autorità sull'ennesima lottizzazione rossa in corso sulla Fondazione con consueto scontro tra correnti Pd? Banca d'Italia e Saccomanni non hanno nulla da dire? E il toscano Letta? E anche il Quirinale giustamente attento alle questioni economiche fondamentali?». «Lo Stato - incalza Gasparri - rischia di pagare le conseguenze delle avventure rosse del Monte. E tutti tacciono in modo vergognoso?». «Ci penseremo noi a presentare il conto e non riguarderà solo gli esponenti locali. Ci fu chi doveva vigilare e non lo fece in modo adeguato come Alice nel paese delle meraviglie-Tarantola».

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