Economia

Scompare Lucchini il re dell’acciaio

Scompare il re dell’acciaio. È morto a 94 anni Luigi Lucchini, ex presidente di Confindustria e fondatore del Gruppo omonimo, uno dei più importanti della siderurgia italiana. Il gruppo Lucchini, nel...

Scompare il re dell’acciaio. È morto a 94 anni Luigi Lucchini, ex presidente di Confindustria e fondatore del Gruppo omonimo, uno dei più importanti della siderurgia italiana. Il gruppo Lucchini, nel 2005, è passato sotto il controllo dei russi e, nel 2010, Luigi e la sua famiglia avevano ceduto a Severstal l'ultima quota del 20% del gruppo. Negli anni novanta e duemila il gruppo aveva avuto la quota di maggioranza dell'importante stabilimento siderurgico di Piombino, che tuttora porta il suo nome e produce prodotti laminati lunghi di qualità (barre, vergella e rotaie). Lucchini era stato nominato Cavaliere al Merito del Lavoro nel 1975. Il re della siderurgia ha fatto parte dei cda di Generali, Abi, Eridania, Mediobanca e Olivetti. Lucchini è stato inoltre presidente di Montedison e di Banca Commerciale Italiana. Nel giugno del 1998 era stato insignito dall'Università di Brescia della laurea Honoris Causa in economia e Commercio. Nell'immediato secondo dopoguerra sviluppa l'attività del padre, un artigiano che lavorava il ferro nel paesino della Valle Sabbia, costruendo un piccolo laminatoio per la produzione di tondo per cemento armato. Con gli anni dalla dimensione artigianale si passa a quella industriale, Lucchini investe in laminatoi sempre più produttivi, realizzando i primi forni elettrici capaci di fondere il rottame e trasformarlo in lingotti d'acciaio, pronti per essere laminati. Nei decenni Settanta e Ottanta il Gruppo Lucchini, anticipando l'evoluzione del mercato, amplia progressivamente la propria gamma di prodotti con investimenti ed acquisizioni che gli permettono di entrare in settori a sempre maggior valore aggiunto.

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